
La Direzione regionale per l’Inclusione sociale del Lazio ha disposto la cancellazione dal Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) di migliaia di associazioni di volontariato e di promozione sociale.
Si tratta, in particolare, di «2.619 enti» precisa l'assessore all'Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, che in giornata è intervenuto sul tema per chiarire la decisione in una nota «a seguito delle notizie confuse e scomposte di questi giorni apparse sulla stampa».
La decisione voluta dalla giunta regionale è stata disposta con un atto di Giunta il 29 dicembre 2025. Una cancellazione avvenuta, spiega Maselli, dopo un Bollettino ufficiale e le notizie apparse sul sito istituzionale e pubblicizzate con il supporto del Forum del Terzo Settore e del CSV Lazio.
Da quando infatti il Runts è operativo, ovvero il 23 novembre 2021, la Regione ha trasmigrato d’ufficio 6.675 enti dai precedenti registri fino al febbraio del 2022, avviando successivamente un processo di verifica dei requisiti. Dopo le prime regolarizzazioni, però, nel luglio 2024 è stata inviata una diffida ai soggetti rimasti inadempienti, con un termine di 120 giorni per aggiornare o integrare i dati mancanti.
Come risultato della diffida, continua Maselli, «1.409 enti hanno adempiuto regolarmente agli obblighi previsti, i restanti 2.618 enti sono rimasti inadempienti ad un obbligo di legge». Dopo aver atteso un altro anno, quindi, è stata infine decisa per dicembre 2025 la cancellazione dei profili non aggiornati.
Maselli ha sottolineato che nel Lazio risultano iscritti circa 14.500 enti al Runts e che il Registro è fondato su principi di trasparenza e affidabilità. Solo gli enti regolarmente iscritti possono partecipare ai bandi pubblici dedicati e ricevere il 5 per mille o erogazioni liberali.
«Il rispetto dei requisiti formali – ha affermato – non è un mero adempimento burocratico», precisando che gli enti cancellati possono comunque presentare immediatamente una nuova domanda di iscrizione.
Dai banchi dell'opposizione non si è però fatta attendere la critica all'operato. La consigliera del Partito Democratico Marta Bonafoni ha parlato di una decisione fondata su motivazioni esclusivamente burocratiche, che rischia di escludere enti con progetti attivi con la Regione, collaborazioni con ospedali e un ruolo rilevante durante l’emergenza Covid e il Giubileo. Bonafoni ha chiesto la valutazione di una revoca in autotutela e l’apertura di una finestra per consentire la regolarizzazione delle posizioni.
Sulla stessa linea il capogruppo M5S Lazio Adriano Zuccalà, che ha definito la vicenda «l’ennesimo pasticcio della giunta Rocca», denunciando il rischio di esclusione dai bandi regionali e la possibile perdita di finanziamenti già assegnati. Zuccalà ha chiesto una soluzione immediata per evitare conseguenze irreversibili per le realtà coinvolte.
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