
Un sit-in di Ultima Generazione a Roma, nel 2024
«Il fatto non sussiste»: così che il tribunale di Roma ha assolto gli attivisti di Ultima Generazione accusati di interruzione di pubblico servizio per il blocco stradale del 7 dicembre 2021 sulla via Aurelia, all’altezza di via Maglianella. La decisione è arrivata oggi, 5 marzo, rappresenta la 63esima sentenza favorevole per il movimento tra assoluzioni, non luogo a procedere e riconoscimento della tenuità del fatto.
L’episodio risaliva a una delle prime azioni del movimento in Italia. Quel giorno sei attivisti si erano seduti sulla carreggiata bloccando il traffico per circa un’ora. L’iniziativa arrivava il giorno dopo un altro blocco stradale sul Grande raccordo anulare e faceva parte della campagna «Ultima Generazione – Assemblee cittadine ora!».
Durante l’udienza il tribunale ha ascoltato diverse testimonianze. In aula ha deposto un giornalista che era presente sul posto il giorno della protesta ed era stato portato in commissariato insieme agli attivisti. Ha testimoniato anche il fisico Vittorio Marletto, già responsabile dell’Osservatorio clima dell’Arpae Emilia-Romagna e coordinatore dell’Atlante climatico regionale, che ha spiegato al giudice la gravità della situazione climatica già in quel periodo.
«bbiamo fatto passare le ambulanze» durante il blocco ricorda Peter, uno degli attivisti imputati. Le persone coinvolte nel procedimento sono state difese dalle avvocate Francesca De Prosperis e Paola Bevere, e dall’avvocato Cesare Antetomaso.
Il blocco della via Aurelia del dicembre 2021 era avvenuto in un clima di forte tensione. Il giorno precedente alcuni attivisti avevano già bloccato il Grande raccordo anulare e diverse persone avevano ricevuto fogli di via e verbali.
La mobilitazione si inseriva nella campagna con cui il movimento chiedeva una maggiore partecipazione democratica nelle decisioni legate alla crisi climatica, attraverso l’istituzione di un’assemblea di cittadini sulla giustizia climatica ed ecologica.
Dopo la sentenza è arrivata anche la reazione degli attivisti.
Davide ha 26 anni ed è tra le persone imputate: «Questa sentenza - sottolinea - dimostra come fare azioni di protesta pensate strategicamente per essere eclatanti e attirare l'attenzione pubblica sia possibile senza ripercussioni a livello legale».
Ha poi aggiunto: «Possiamo fare molto di più di così e dobbiamo». L’attivista ha infine richiamato la necessità di affrontare la crisi climatica e di cambiare le politiche economiche, chiedendo «giustizia», finché i «nostri soldi non smetteranno di finanziare l'industria dell'energia fossile e delle armi».
Sono passati più di quattro anni dal blocco della via Aurelia. Quella protesta rappresentava uno dei primi momenti di visibilità nazionale per il movimento (ai tempi ancora costola di Extinction Rebellion), che negli anni successivi ha organizzato numerose azioni di disobbedienza civile in diverse città italiane.
Con l’assoluzione pronunciata dal tribunale di Roma si è chiuso uno dei procedimenti legati alle prime mobilitazioni di Ultima Generazione.
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