Roma, 5 marzo 2026
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Dai tetti di Roma si potrebbe coprire il 48% dell’energia elettrica: ma due terzi delle case restano «energivore»

Emerge da uno studio dell’Ufficio Clima di Roma con Aess ed Enea: il fotovoltaico sui tetti potrebbe coprire il 48% dei consumi elettrici della Capitale. Ma l’80% degli edifici ha una bassa classe energetica

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Dai tetti di Roma si potrebbe coprire il 48% dell’energia elettrica: ma due terzi delle case restano «energivore»

A Roma il sole potrebbe coprire quasi metà del fabbisogno elettrico della città. Secondo gli studi presentati dall’Ufficio Clima del Comune di Roma, i tetti della Capitale hanno un potenziale fotovoltaico capace di produrre fino al 48% dei consumi elettrici cittadini, ma il patrimonio edilizio resta ancora in gran parte inefficiente dal punto di vista energetico.

Le analisi, elaborate da Aess (Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile) ed Enea (Ente nazionale energia e ambiente) nell’ambito del Climate Contract della missione europea «100 climate-neutral and smart cities», sono state illustrate durante un incontro organizzato dall’ufficio guidato da Edoardo Zanchini, alla presenza anche di Legambiente.

Dai tetti fino a 4.250 GWh di energia l’anno

Lo studio di Aess fotografa il potenziale fotovoltaico di edifici e parcheggi della Capitale. Dai tetti degli edifici romani si potrebbero produrre circa 4.250 GWh di energia all’anno.

I municipi con la maggiore capacità installabile risultano essere il VI, IX e X, mentre il IV municipio si presta in particolare a interventi sui capannoni industriali.

Un contributo significativo potrebbe arrivare anche dai parcheggi. Nei 93 grandi parcheggi analizzati sarebbe possibile produrre circa 130 GWh l’anno, con il 60% del potenziale concentrato nelle aree di centri commerciali, servizi e strutture sanitarie.

Nel complesso, il fotovoltaico urbano potrebbe arrivare a 4.400 GWh annui, equivalenti al 48% dei consumi elettrici della rete cittadina registrati nel 2023. Un livello di produzione che permetterebbe di evitare 1,25 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

Edifici ancora energivori: l’80% ha bassa classe energetica

Accanto alle opportunità del solare emerge però un forte ritardo sul fronte dell’efficienza energetica degli edifici. Dal rapporto elaborato da Enea risulta infatti che oltre il 37,7% delle emissioni annuali della città deriva dagli edifici residenziali.

Il patrimonio immobiliare romano presenta in larga parte prestazioni energetiche basse. Circa l’80% degli edifici ha una classe energetica Ape (Attestato di prestazione energetica, documento ufficiale che valuta l’efficienza energetica di una casa o di un edificio) bassa: il 16,1% è in classe E, il 29,5% in classe F e il 34,5% in classe G.

I ricercatori hanno elaborato quattro scenari di efficientamento energetico degli edifici per il periodo 2025-2040. In base al livello di ambizione delle politiche adottate, il risparmio annuale di emissioni potrebbe andare da 200 mila a 600 mila tonnellate di Co2.

Legambiente: «Potenziale straordinario»

Secondo Legambiente, i dati mostrano con chiarezza quanto margine abbia la Capitale nella transizione energetica. Per questo, il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, commenta: «Roma ha un potenziale straordinario di produzione fotovoltaica nel tessuto urbano, così come di riduzione delle sprechi energetici attraverso le operazioni di efficientamento dell’edilizia».

Scacchi aggiunge che dagli studi emerge la necessità di trasformare le analisi in politiche concrete per il futuro della città: «È così che la Capitale potrà entrare saldamente nell’era della produzione sostenibile e del contenimento degli sprechi: vanno poste solide basi sulle quali trasformare queste analisi nel futuro della città».

Per l'associazione ambientalista, la transizione energetica dovrà combinare riduzione dei consumi e sviluppo delle rinnovabili, garantendo al tempo stesso «il diritto all’abitare sano e sostenibile» soprattutto alle fasce più fragili della popolazione.

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