Roma, 5 marzo 2026
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A Fiumicino torna il progetto del treno in città

A Fiumicino prende forma il progetto per il ritorno del treno in centro città. Legambiente e ORT sostengono la diramazione della linea FL1 e il ripristino dei binari lungo il corridoio C5

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
La vecchia Stazione Ferroviaria di Fiumicino città durante lo smantellamento

La vecchia Stazione Ferroviaria di Fiumicino città durante lo smantellamento

È in discussione nelle commissioni consiliari del Comune di Fiumicino una proposta di delibera che punta a pianificare il ritorno del treno nel centro cittadino. Il progetto prevede un tracciato che, partendo dalla vecchia stazione di Porto, ricalcherebbe l’antico percorso ferroviario lungo il cosiddetto «corridoio della mobilità C5» fino al nuovo capolinea degli autobus situato tra via Coccia di Morto e via della Foce Micina.

Si tratta del primo atto ufficiale che riapre il percorso verso il ripristino della linea ferroviaria, cancellata circa venticinque anni fa. La soppressione della tratta ha segnato profondamente la mobilità del territorio, privando la città di un collegamento diretto su ferro con Roma.

«Il sostegno di Legambiente e ORT al ripristino della linea»

A sostenere con decisione il progetto intervengono Legambiente e l’ORT, l’Osservatorio regionale trasporti, da tempo favorevoli al ritorno del treno a Fiumicino. Le associazioni chiedono in particolare la diramazione della FL1, la ferrovia laziale 1 Orte–Fiumicino Aeroporto, per ricostituire la penetrazione dei binari fino all’area centrale della città.

«Non possiamo che sostenere con forza il ritorno del treno a Fiumicino: appoggiamo i percorsi dell’amministrazione e di chiunque si impegnerà in tal senso», commentano Legambiente e ORT. Le due realtà ricordano come Fiumicino sia oggi una delle poche grandi città italiane prive di una stazione ferroviaria nel proprio centro urbano.

«Una città senza treno da oltre vent’anni»

La cesura del tracciato ferroviario risale ai lavori legati ai Mondiali di calcio del 1990. In seguito arrivarono la sospensione totale del servizio nel 2000 e la soppressione definitiva nel 2002. Se da una parte lo sviluppo della stazione ferroviaria dell’aeroporto ha rafforzato i collegamenti con lo scalo, dall’altra la città ha perso l’accesso diretto alla rete ferroviaria e quindi al collegamento rapido con la Capitale.

Secondo Legambiente e ORT la mancanza del treno pesa ancora oggi sulla mobilità locale. Fiumicino è infatti la più grande città italiana senza ferrovia nel proprio centro. Solo nell’area di Fiumicino Centro, Isola Sacra e Focene vivono circa 50mila abitanti, mentre le stazioni ferroviarie più vicine – Maccarese, Torrinpietra, Aeroporto e Parco Leonardo – risultano lontane rispetto al cuore urbano.

«Il corridoio C5 e l’ipotesi di meno di due chilometri di binari»

Un elemento considerato strategico è la presenza del corridoio della mobilità C5, un rettilineo ancora libero che potrebbe accogliere nuovamente i binari. Il tratto andrebbe dalla vecchia fermata di Porto fino al piazzale dove oggi si trova il capolinea dei bus, all’incrocio tra viale Coccia di Morto e via della Foce Micina.

«Con meno di due chilometri di binari rettilinei, su un’area già predisposta in tal senso – concludono ORT e Legambiente – si può restituire l’accessibilità a decine di migliaia di pendolari verso la ferrovia laziale con la migliore frequenza». Le associazioni annunciano inoltre l’intenzione di confrontarsi con il Comune di Fiumicino e con gli enti coinvolti affinché il progetto possa concretizzarsi nel più breve tempo possibile.

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