
Con un messaggio personale indirizzato al Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, Papa Leone XIV ha ribadito il proprio impegno a proseguire e intensificare il dialogo tra la chiesa cattolica e il popolo ebraico. Il messaggio, con cui Di Segni è stato ufficialmente informato dell’elezione del nuovo Pontefice, sottolinea la volontà del Papa di proseguire «nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II», pietra miliare nel cammino del dialogo interreligioso.
A darne notizia è la Comunità Ebraica di Roma, che ha diffuso una nota in cui si evidenzia la gratitudine del Rabbino Capo per le parole ricevute: «Il Rabbino Capo Di Roma, che sarà presente alla celebrazione della inaugurazione del pontificato, ha accolto con soddisfazione e gratitudine le parole a lui dirette dal nuovo Papa».
Il riferimento alla Nostra Aetate – documento promulgato nel 1965 che sancì una svolta nei rapporti tra cattolici ed ebrei, riconoscendo il patrimonio comune e condannando ogni forma di antisemitismo – appare particolarmente significativo nel segno della continuità e dell’apertura.
Il gesto del nuovo Pontefice, eletto da pochi giorni, è stato accolto con favore anche negli ambienti interreligiosi, dove si guarda con attenzione alla prima fase del suo pontificato e ai segnali che intende dare sul piano del dialogo tra le fedi.
L’invito e la partecipazione del Rabbino Capo alla cerimonia di inizio pontificato rappresentano un ulteriore simbolo dell’amicizia e del rispetto reciproco che le due comunità religiose hanno costruito nel corso dei decenni.
Una prospettiva che si inserisce nella scia tracciata da Papa Francesco, che nel corso del suo pontificato ha coltivato attivamente il rapporto con la comunità ebraica. Dalla visita alla Sinagoga di Roma al pellegrinaggio in Israele, fino alle sue parole di ferma condanna contro l’antisemitismo, il Papa emerito ha spesso riaffermato che la Chiesa cattolica «rifiuta ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo, condannando inequivocabilmente… l’odio verso gli ebrei e l’ebraismo come un peccato contro Dio», come dichiarò nel febbraio 2024 in risposta all’ondata globale di attacchi antisemiti.
Una stagione però non priva di criticità. Alcuni osservatori, come il giornalista John L. Allen, hanno sottolineato nel 2023 che «Papa Francesco ha avuto un problema con gli ebrei», evidenziando contraddizioni emerse soprattutto in relazione al conflitto in corso a Gaza. A fronte di numerosi gesti di apertura, non sono mancate critiche per l’attenzione concessa anche a figure e posizioni percepite come ostili a Israele o al mondo ebraico.
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