Roma, 19 gennaio 2026
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Processo per la morte di Satnam Singh, parla il proprietario di casa: «Era agonizzante, con braccio amputato»

Il padrone di casa che ospitava Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano morto nel giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne di Cisterna di Latina, ha raccontato in aula gli ultimi istanti di vita del 31enne

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 7 mesi fa - TEMPO DI LETTURA 2'

«Boccheggiava, era agonizzante. Aveva il braccio amputato e tagli su tutto il corpo». Con queste parole il padrone di casa che ospitava Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano morto nel giugno 2024 dopo un grave incidente sul lavoro nelle campagne di Cisterna di Latina, ha raccontato in aula gli ultimi istanti di vita del 31enne.

Processo Singh, il proprietario dell'azienda: «Si è tagliato. Non ce l'ho in regola»

La testimonianza è stata resa oggi dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, nel processo che vede imputato Antonello Lovato, titolare dell’azienda agricola dove Singh lavorava. L’uomo è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, nel procedimento a rito immediato avviato dalla procura.

Il testimone, che per un anno e mezzo aveva accolto Singh e la sua compagna nella propria abitazione, ha ricostruito i momenti drammatici successivi all'incidente. «Mi trovavo dietro casa quando ho sentito delle urla. Sono corso davanti e ho visto Soni, la compagna di Satnam, disperata e in lacrime. Continuava a ripetere “ambulanza, ambulanza”».

Poco dopo, l’uomo ha incrociato Lovato, che non conosceva, intento a manovrare una cassetta su un furgone. «Gli ho chiesto cosa fosse successo e mi ha risposto: “Si è tagliato”. Quando gli ho domandato perché lo avesse portato lì, mi ha detto: “Non ce l’ho in regola”. Poi è salito sul furgone ed è andato via».

Il testimone ha quindi chiamato i soccorsi, utilizzando il telefono della compagna. «Quando sono arrivato dove si trovava Satnam – ha raccontato in aula – ho capito che non si trattava di un semplice taglio. Aveva il braccio amputato e ferite profonde su pancia e petto. Boccheggiava. Era in fin di vita».

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