
Un fascio di luce squarcia il buio sui grattacieli di Tor Bella Monaca, quartiere a est della Capitale. La Torre Gialla diventa un faro, visibile da tutti gli angoli di Roma. Un cono di luce blu, che dal tetto del palazzo arriva fino al cielo, per un istante diventa il centro del mondo.
Succede la sera del 21 novembre a viale Santa Rita da Cascia, durante un evento che dà il via al progetto "Tor Bella Illumina", tre giorni di arte e cultura nella periferia romana. L’iniziativa è stata promossa da Roma Capitale, insieme all’associazione "Tor più Bella", organizzazione che da anni si occupa della riqualificazione del difficile quartiere di Tor Bella Monaca.
Le grandi protagoniste di questa notte sono le due installazioni "Run Beyond" di Angelo Bonello e "Luce della Speranza" di Daniele Davino. La prima illumina l’Istituto comprensivo via Acquaroni e raffigura un atleta sospeso in un salto fuori scala, in una corsa surreale che supera i propri limiti.
La seconda accende la cima della Torre Gialla, complesso edilizio popolare e sede dell’associazione "Tor più Bella": ricorda metaforicamente che nel buio possiamo trovare una luce di speranza. Ha già calcato capitali internazionali, da Londra ad Amsterdam, da Toronto a Singapore, passando per Riyadh e Hong Kong. Dopo aver attraversato il mondo, approda così a Roma, posandosi nelle sue periferie spesso lasciate ai margini.

Run Beyond a Tor Bella Monaca. Fonte: Nicola Franco, presidente municipio VI (Facebook)

Angelo Bonello, Run Beyond, 2015. Iron and LED lights. 5300 cm. Courtesy the artist and Light Art Collection. Photo © Riyadh Art 2021
L’obiettivo di eventi di questo tipo è quello di promuovere la comunità, cambiare lo sguardo sul quartiere e lanciare un messaggio di cura del territorio e di ritrovato dialogo tramite arte e cultura.
Fondamentale è capire cosa ne pensano gli abitanti di Tor Bella Monaca: non sempre i progetti delle istituzioni pubbliche riescono ad arrivare al cuore della comunità.
Liliana Castroni, sessantasettenne, abita nella Torre Arancione, complesso edilizio di fronte a quello della Torre Gialla. Nonostante la vista privilegiata sull’installazione artistica, non cambia idea.
Per lei eventi del genere servono solo a «mettere una pezza» sui problemi reali del quartiere. Troppe volte ha visto «interventi sull’edilizia, sui servizi o sulla sicurezza del quartiere iniziati, ma mai finiti»: non crede in un reale interesse di continuità da parte delle istituzioni, ma che tutto sia piuttosto un goffo gioco di apparenze.
In questo caso, però, non si tratta di cambiamenti strutturali, bensì di unione tra territorio e cultura, per offrire una narrativa diversa, dove la bellezza e la partecipazione diventano strumenti di riscatto.
Almeno questo è quello che crede Simona Trecca, 53 anni, che va contro molti residenti come lei, credendo fortemente nel percorso di riqualificazione della periferia romana e nell’aria di speranza che confessa di aver percepito nella sera dell’accensione.
Per molti residenti, eventi di questo genere non aiutano concretamente il quartiere, ma per Simona è importante accendere un «faro» sui luoghi più difficili di Roma, e, almeno per una sera, «diventare protagonisti di una città che troppo spesso si scorda di noi».
Infatti, non è un caso che Roma Capitale abbia scelto di esporre un progetto di così alto prestigio proprio qui. La stessa opera che è stata presentata nelle strade più importanti di Hong Kong viene proposta in un viale tristemente famoso della Capitale italiana: è un modo per parlarne sotto una luce diversa, quella della speranza.
Il messaggio supera i confini di Tor Bella Monaca, raggiungendo tutta Roma. Sandra Vizzini, 53 anni, da San Giovanni, quartiere centrale della città, è venuta appositamente con la Metro C per assistere all’accensione delle installazioni, incuriosita dalle sue amiche che vivono nel quartiere.
Ha apprezzato molto il «coraggio di riconoscere il valore di posti che spesso vengono messi ai margini attraverso l’arte». Sostiene inoltre che illuminazioni del genere in centro non troverebbero la stessa profondità culturale che invece hanno in un quartiere periferico come questo.
È stato un momento simbolico, che rappresenta speranza e un nuovo inizio, anche se per un quartiere che non è il suo.
A Tor Bella Monaca si respira un’aria diversa: la consapevolezza che non è mai troppo tardi per cambiare e riscattarsi.
Di: Elena Montagna, Martina Moraca, Ludovica Perfetto, Luana Angela Primerano e Giulia Scognamiglio
__________________
Questo progetto è stato realizzato dalle studentesse del Laboratorio di tecniche e linguaggi del giornalismo del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, con la supervisione dei Proff. Dario Laruffa e Christian Ruggiero e con la collaborazione di Alfredo Sprovieri.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi