Roma, 7 marzo 2026
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Rinnovabili nel Lazio, il report di Legambiente «Scacco Matto alle rinnovabili»: tra blocchi autorizzativi e sentenze del Tar

Legambiente presenta il report «Scacco Matto alle rinnovabili» alla fiera Key di Rimini: nel Lazio pareri contrastanti, moratorie regionali e sentenze del Tar tra ostacoli e buone pratiche

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Rinnovabili nel Lazio, il report di Legambiente «Scacco Matto alle rinnovabili»: tra blocchi autorizzativi e sentenze del Tar

Alla fiera Key – The Energy Transition Expo di Rimini, Legambiente ha presentato il nuovo report «Scacco Matto alle rinnovabili» 2026, un’analisi che racconta le difficoltà ma anche le buone pratiche legate allo sviluppo delle energie pulite in Italia. Tra i territori più emblematici compare il Lazio, dove la corsa alle fonti rinnovabili è segnata da rallentamenti amministrativi, pareri contrastanti tra ministeri e moratorie regionali, ma anche da alcune decisioni della giustizia amministrativa favorevoli allo sviluppo degli impianti.

Blocchi autorizzativi e pareri contrastanti

Il report descrive un contesto nazionale nel quale la crescita delle rinnovabili incontra numerosi ostacoli burocratici. Nel Lazio uno dei casi simbolo riguarda il progetto «Parco Eolico Energia Viterbo», un impianto da 33,6 megawatt.

Il progetto aveva ottenuto un parere favorevole dalla Commissione tecnica Pnrr-Pniec, ma nel gennaio 2025 è arrivato lo stop del Ministero della Cultura. Il parere negativo è stato motivato con il possibile impatto paesaggistico delle torri eoliche, ritenute troppo visibili nel territorio interessato.

Secondo quanto ricostruito nel rapporto, l’area non sarebbe soggetta a vincoli paesaggistici specifici e nel panorama circostante sono già presenti infrastrutture energetiche tradizionali, come le ciminiere delle centrali fossili di Civitavecchia e Montalto.

Al progetto si oppongono inoltre comitati e alcune amministrazioni locali. Il risultato è lo stallo dell’iter autorizzativo, che resta ancora aperto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Le buone pratiche: le sentenze del Tar del Lazio

Accanto agli ostacoli burocratici, il rapporto segnala anche alcune decisioni giudiziarie che potrebbero accelerare lo sviluppo delle rinnovabili. A dicembre 2025 il Tar del Lazio ha accolto il ricorso della società promotrice dell’impianto eolico «Acquaforte», da 47,2 megawatt, previsto tra i comuni di Celleno, Montefiascone e Viterbo.

Il tribunale ha richiamato il Ministero dell’Ambiente a concludere la procedura di Via (valutazione impatto ambientale), avviata nel 2023, imponendo l’emissione del parere finale entro 30 giorni dalla sentenza.

Un’altra decisione significativa risale all’aprile 2025, quando lo stesso Tar ha dichiarato illegittima la delibera regionale del 2023 che aveva introdotto una moratoria sulle autorizzazioni per nuovi impianti eolici e fotovoltaici. La sospensione era stata adottata in attesa della definizione delle aree idonee per lo sviluppo delle rinnovabili.

Legambiente: «Ora serve accelerare»

Secondo Legambiente, i ritardi amministrativi rischiano di rallentare la transizione energetica e di prolungare la dipendenza dalle fonti fossili.

«Per realizzare la transizione energetica nel Lazio è arrivato il momento di scatenare le rinnovabili dei grandi impianti eolici e fotovoltaici, nel rispetto dei piani e, sul solare, con la sinergia dell’agrivoltaico tra agricoltura e fotovoltaico. Un passo in avanti in tal senso arriva dalle sentenze del Tar – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio– con la quale si richiama la Giunta sulla ingiusta legge moratoria anti fonti rinnovabili. Ora la Regione deve concludere la redazione della mappa delle zone idonee che attendiamo da tre anni. I ritardi e i pareri contrastanti sulla realizzazione degli impianti, non solo comportano prolungamenti temporali nel liberarci dalle fonti fossili ma sono anche un sostegno indiretto e concreto al fossile, al suo utilizzo e alle emissioni climalteranti che genera, alimentando peraltro il circolo vizioso dell'approvvigionamento di gas e petrolio da territori dove si combattono guerre drammatiche. Anche nella nostra regione oggi più che mai, tra le più grandi azioni di pacifismo, c’é la realizzazione di una turbina eolica o il posizionamento di un pannello fotovoltaico».

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