Roma, 17 gennaio 2026
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Chiude dopo 80 anni lo storico negozio di giocattoli «Casa Mia» di via Appia: «Vittime degli effetti collaterali del progresso»

«Una lunga tradizione portata avanti con passione che tuttavia sta per giungere al termine», scrivono i titolari

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 9 mesi fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Vendite online, denatalità e sviluppo tecnologico. Queste le ragioni della resa. Dopo quasi otto decenni di sorrisi, sogni e magia, lo storico negozio di giocattoli«Casa Mia» di via Appia Nuova chiude definitivamente i battenti. Un annuncio che arriva con profondo rammarico e che rappresenta non solo la fine di un’attività commerciale, ma la scomparsa di un pezzo di storia cittadina e punto di riferimento per intere generazioni di bambini e famiglie.

«Bastava un peluche per sentirsi il Re del mondo»

«Una lunga tradizione portata avanti con passione che tuttavia sta per giungere al termine», scrivono i titolari, lasciando trapelare tutta l’amarezza di una decisione difficile ma inevitabile. Alla base, una serie di fattori che riflettono «il profondo cambiamento socio-economico a cui stiamo assistendo».

«Il mio primo luna park a misura di bambino, dove bastava un peluche per sentirsi re del mondo», scrive qualcuno sui social riportando l'annuncio della chiusura. Sorto nel cuore di Roma negli anni del dopoguerra, «Casa Mia» aveva saputo trasformarsi nel tempo in un vero e proprio universo incantato, dove piccoli visitatori potevano perdersi tra scaffali pieni di meraviglie.

Gli scaffali di Casa Mia

Tra le cause della chiusura spicca la diffusione delle piattaforme digitali, accelerata dalla pandemia, che ha rivoluzionato le abitudini di acquisto, favorendo prezzi stracciati e una disponibilità pressoché illimitata di prodotti, secondo i gestori «una competizione sfrenata e spesso priva di regole».

Ma non è solo una questione di vendite. Il negozio denuncia anche «l’evidente diminuzione della natalità», che colpisce direttamente il settore. A questo si aggiunge la trasformazione urbana: «le giovani coppie faticano a trovare alloggi in città storiche come Roma, dove sempre più appartamenti vengono sottratti agli affitti tradizionali per essere destinati agli affitti brevi dei turisti».

Infanzia digitale

Il cambiamento delle abitudini infantili è un altro elemento che ha influito. «Già in tenera età, i bambini vengono attratti da dispositivi digitali che li allontanano anticipatamente dal gioco manuale e tradizionale». Giochi, app e social network hanno preso il posto dei giocattoli fisici, cambiando il modo di divertirsi e interagire anche tra i più piccoli.

«Abbiamo sempre creduto che la ricerca e il progresso siano fondamentali per costruire un futuro migliore», si legge ancora nel comunicato, «ma oggi ci troviamo di fronte alla necessità di riflettere anche sui suoi effetti collaterali».

«Con immensa gratitudine ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi decenni, rendendo il nostro negozio un luogo speciale e una eccellenza nel settore», si chiude la lettera.

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