
«Distributori di benzina chiusi, connessione ad internet inesistente e impossibilità di usare il telefono. Un'esperienza che riporta al medioevo». A dare testimonianza diretta di quello che sta accadendo in Spagna è Giuseppe Palmieri, docente in un'istituto romano ora in servizio all’Università di Cordoba. Il blackout che ha colpito oggi penisola iberica ha lasciato senza corrente elettrica e connessione internet milioni di cittadini e bloccando il funzionamento di infrastrutture come aeroporti, centrali nucleari, stazioni ferroviarie, metropolitane e semafori.
«È una situazione che ci ha presi tutti di sorpresa», racconta Palmieri. «Quando è andata via la luce alle 12: 30 stamattina, sembrava fosse un qualcosa di momentaneo magari a livello locale o regionale. Poco a poco, quando abbiamo visto che non tornava al lavoro, abbiamo iniziato a cercare spiegazioni su internet, e abbiamo saputo che tutta la penisola iberica era isolata, parte della Francia anche».
Le autorità, aggiunge Palmieri, «non hanno dato informazioni precise al riguardo. Hanno parlato di un problema grave, però tuttora non abbiamo assolutamente idea di quali possano essere le cause di questo blackout così grave». Secondo le prime stime, «riparare il danno sarebbe costato fra le 6 e le 8 ore di tempo, ma stiamo vedendo che probabilmente ci vorrà più tempo, anche se alcune località del nord della Spagna e della costa mediterranea pare abbiano già ricevuto l’elettricità».
Per ore, in molte zone, anche internet e le reti telefoniche sono risultate completamente assenti. «Praticamente eravamo scollegati – racconta Palmieri – i telefoni alle due hanno smesso di funzionare. C’è una situazione di incertezza molto, molto grande e devo dire anche di paura».
Aumentano i disagi anche sulla viabilità: «Tante persone hanno deciso di andare a prendere i figli da scuola per evitare problemi, dato che i semafori non funzionano», spiega Palmieri, sottolineando che «sono stati organizzati dispositivi di polizia un po' ovunque per evitare problemi di ordine pubblico». Intanto supermercati e negozi stanno chiudendo, sia per l'impossibilità di garantire l'operatività senza elettricità sia per prevenire eventuali episodi di disordine.
Le zone turistiche risultano tra le più colpite, con hotel e servizi completamente bloccati proprio nel pieno della stagione estiva. «Non possono offrire ai numerosissimi turisti i servizi minimi», sottolinea Palmieri.
A rendere ancora più tesa la situazione, la diffusione di allarmismi e false notizie: «I soliti ignoti si sono dedicati a diffondere fake news che parlavano di imminenti attacchi di una flotta russa nel nord dell’Atlantico», racconta il docente. «Si parlava anche di dichiarazioni del principale responsabile della NATO che preannunciava contromisure. In questo momento, però, la causa più accreditata è quella di un attacco hacker massiccio, capace di mettere alla prova il sistema elettrico di un Paese alleato e creare disordine e caos con una certa facilità».
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