
Era circa mezzanotte e mezza quando un ordigno artigianale, una bomba carta, è stato fatto esplodere davanti all'ingresso di una ferramenta situata in via Amico Aspertini. L'attentato dinamitardo, pur non avendo causato feriti, ha provocato ingenti danni materiali e seminato il panico tra i numerosi residenti della zona, svegliati di soprassalto nel cuore della notte.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell'ordine, l'allarme è scattato immediatamente dopo la deflagrazione grazie alle numerose segnalazioni giunte 112.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti delle volanti del Commissariato Casilino, supportati dalle squadre della Polizia Scientifica e dai Vigili del Fuoco. Lo scenario apparso ai soccorritori è stato quello di una vera e propria devastazione urbana: la vetrina dell'attività commerciale è andata completamente in frantumi e la serranda metallica è stata sventrata dalla pressione dell'esplosione, mentre l'onda d'urto ha investito diverse auto parcheggiate lungo la via, danneggiandone le carrozzerie e mandando in pezzi i cristalli.
Le indagini si sono concentrate fin da subito sul contesto familiare e professionale dei titolari dell'attività, una coppia di coniugi residenti nel quartiere. Sebbene la ferramenta sia formalmente gestita dalla moglie, l'attenzione degli investigatori si è posata con decisione sulla figura del marito. L'uomo risulta infatti essere un pluripregiudicato con un curriculum criminale di rilievo, che include precedenti specifici per spaccio di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere. Questo dettaglio non è considerato marginale dagli inquirenti, che stanno scavando nella rete di contatti dell'uomo per capire se l'attentato sia da leggere come un avvertimento diretto o una ritorsione legata a dinamiche criminali pregresse.
Al momento non viene esclusa alcuna pista investigativa, ma lo spettro del racket delle estorsioni e dei regolamenti di conti tra bande locali aleggia prepotentemente sul quadrante. Tor Bella Monaca è da tempo una delle piazze di spaccio più complesse della città, dove la pressione della criminalità organizzata sulle attività commerciali è un tema costante di monitoraggio.
La scientifica sta lavorando alla ricerca di tracce di esplosivo e frammenti dell'innesco che possano condurre alla firma dell'ordigno, mentre si analizzano le immagini delle telecamere di videosorveglianza per individuare chi abbia materialmente posizionato il pacco bomba.
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