Roma, 21 marzo 2026
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Esplosione a Capannelle, la Procura indaga: due anarchici morti nel casale abbandonato

Inchiesta della Procura di Roma sull’esplosione al Casale del Sellaretto: morte due persone legate all’area anarchica. Si indaga sull’ipotesi di ordigno

di Leonardo Campara ULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Esplosione a Capannelle, la Procura indaga: due anarchici morti nel casale abbandonato

La Procura di Roma ha avviato un’indagine sull’esplosione avvenuta all’interno del Casale del Sellaretto, nella zona di Capannelle, all’interno del Parco degli Acquedotti. Nel violento scoppio hanno perso la vita due persone, successivamente identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone.

Prime ipotesi investigative

Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di verifica, i due potrebbero essere rimasti coinvolti nell’esplosione mentre stavano maneggiando o preparando un ordigno artigianale ad alto potenziale all’interno dell’edificio, da tempo in stato di abbandono.

Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo insieme al gruppo di magistrati specializzati in reati legati al terrorismo. Al momento non risultano persone indagate e il fascicolo è stato aperto contro ignoti.

Indagini in corso e accertamenti

Nelle ore successive all’esplosione è stata trasmessa una prima informativa agli uffici giudiziari di piazzale Clodio. Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori accertamenti tecnici, tra cui l’autopsia sui corpi delle vittime, per chiarire con maggiore precisione le cause della morte e la dinamica dell’accaduto.

Le operazioni di identificazione non sono state semplici, a causa delle condizioni dei corpi, gravemente compromessi dall’esplosione e privi di documenti. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità delle vittime anche grazie ai tatuaggi presenti sui loro corpi.

Chi erano le vittime

I due deceduti erano noti agli ambienti investigativi per la loro vicinanza all’area anarchica riconducibile ad Alfredo Cospito.

Sara Ardizzone, romana di 36 anni, era già comparsa in procedimenti giudiziari legati a gruppi anarchici, mentre Alessandro Mercogliano, 53 anni e originario della provincia di Napoli, risultava anch’egli gravitare negli stessi ambienti.

Un caso seguito dal pool antiterrorismo

L’episodio è ora al centro dell’attenzione del pool antiterrorismo della Procura di Roma, che sta cercando di ricostruire l’eventuale rete di contatti e verificare se vi siano collegamenti con altre attività o progetti.

L’area del Casale del Sellaretto è stata posta sotto sequestro per consentire tutti i rilievi necessari. Gli inquirenti stanno lavorando per capire se l’esplosione sia stata accidentale o se vi siano ulteriori elementi da approfondire.

Al momento, l’ipotesi principale resta quella di un incidente avvenuto durante la manipolazione di materiale esplosivo, ma saranno gli accertamenti tecnici e investigativi dei prossimi giorni a fornire un quadro più chiaro della vicenda.


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