Roma, 31 marzo 2026
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Il Vaticano dona alla Questura di Roma la Croce del Giubileo 2025

Cerimonia in via San Vitale con la consegna simbolica di monsignor Rino Fisichella al questore di Roma. Il simbolo dell’Anno Santo sarà custodito nella sede della polizia come eredità morale e segno di speranza

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Il Vaticano dona alla Questura di Roma la Croce del Giubileo 2025

La Croce del Giubileo Ordinario 2025, proveniente dalla Città del Vaticano, è stata donata alla Questura di Roma nel corso di una cerimonia svoltasi in via San Vitale.

Con la consegna simbolica da parte di S.E.R. Mons. Rino Fisichella al questore di Roma, il simbolo che ha accompagnato il cammino di milioni di fedeli lungo l’Anno Santo entra così a far parte del patrimonio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, come segno tangibile di devozione e memoria spirituale.

Un simbolo tra dimensione spirituale e servizio quotidiano

Il passaggio di consegne richiama il legame che ha unito, per tutto il Giubileo, la dimensione liturgica e universale dell’evento alla dimensione operativa di chi ha garantito la sicurezza dei pellegrini e la tutela dell’ordine pubblico.

La Croce, che ha accompagnato milioni di fedeli nel percorso verso la Porta Santa, viene indicata come memoria viva di un tempo di grazia, riconciliazione e soprattutto di speranza. Un simbolo che racchiude il valore di un cammino collettivo e che oggi viene affidato alla Questura come testimonianza dell’impegno profuso, in modo silenzioso, dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato.

L’eredità morale dell’Anno Santo

La consegna assume quindi il significato di un riconoscimento simbolico, ma anche di una eredità morale destinata a richiamare, nella quotidianità del servizio, i valori della responsabilità, dell’umanità, della prossimità e dell’impegno al servizio della collettività.

La Croce sarà custodita in una teca al piano terra della sede di via San Vitale e continuerà a rappresentare un segno identitario di un’esperienza condivisa.

Resterà così vivo il legame tra la dimensione spirituale del Giubileo, richiamata dal motto “Spes non confundit”, e l’azione concreta di chi ha contribuito a renderlo possibile, nel segno dei valori dell’accoglienza e della sicurezza.

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