
Mercato Esquilino di nuovo nell’occhio del ciclone degli inquirenti. Questa volta, l’operazione coordinata delle forze dell’ordine ha portato alla luce un quadro decisamente critico, tra violazioni sanitarie, lavoro irregolare e abusi amministrativi.
Durante le ispezioni, concentrate tra banchi, depositi e attività commerciali dell’area, sono stati sequestrati oltre 280 chili di prodotti ittici risultati non idonei alla vendita. Si tratta in gran parte di prodotti privi di etichettatura o di indicazioni sulla provenienza, destinati alla distruzione per ragioni di sicurezza. In due casi, le irregolarità riscontrate hanno fatto scattare la denuncia per il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Sul versante occupazionale, i controlli hanno evidenziato l’impiego di lavoratori non in regola. Sei esercizi sono stati sospesi temporaneamente e colpiti da sanzioni che superano complessivamente i 50mila euro. A queste si aggiungono ulteriori multe legate a violazioni amministrative, come l’occupazione indebita di suolo pubblico e la mancata comunicazione di passaggi di gestione commerciale.
La fine dell’anno per il Mercato Esquilino aveva già anticipato l’intervento del 9 gennaio, poiché circa una tonnellata di prodotti alimentari di vario genere erano stati già tolti dal mercato. Ma l’operazione questa volta non si è limitata alle attività di vendita; le verifiche hanno coinvolto anche la viabilità e il trasporto delle merci. Complessivamente, nell’area compresa tra l’Esquilino e il Viminale sono state identificate più di 800 persone.
Nonostante l’intensificazione dei controlli nelle ultime settimane, il bilancio dell’operazione conferma una situazione ancora problematica. A distanza di oltre un mese dall’ultimo approfondimento sulle condizioni del mercato e del quartiere circostante, le criticità restano evidenti, alimentando interrogativi sull’efficacia degli interventi nel lungo periodo e sulla necessità di una strategia strutturale di rilancio e controllo dell’area.
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