
A quaranta giorni dall’apertura, la mostra «Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts», in corso al Museo dell’Ara Pacis fino al 3 maggio 2026, registra numeri da grande evento: 50mila visitatori in 40 giorni, con una media che supera i mille ingressi quotidiani e una proiezione di 180mila presenze entro la chiusura. Un risultato che conferma il forte richiamo dell’offerta espositiva romana e l’interesse del pubblico per un progetto che porta in Italia opere raramente visibili fuori dagli Stati Uniti.
Il dato, diffuso il 14 gennaio 2026, consolida l’esordio di una mostra che riunisce 52 capolavori del Detroit Institute of Arts, uno dei musei più importanti degli Stati Uniti. In esposizione dipinti di Degas, Renoir, Cézanne, Van Gogh, Matisse e Picasso, accanto a una sezione dedicata alle avanguardie europee, con un’attenzione particolare all’area tedesca, da Kandinsky a Beckmann. Un percorso che attraversa oltre mezzo secolo di storia dell’arte, dalla metà dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento.
Curata da Ilaria Miarelli Mariani, storica dell’arte e direttrice dei Musei Civici di Roma, e da Claudio Zambianchi, storico dell’arte e docente universitario, la mostra racconta la nascita di un nuovo sguardo sul reale. «Per quanto riguarda l’arte francese si va dall’impressionismo all’avanguardia di anteguerra, questo è il nucleo essenziale della mostra», spiega Zambianchi che sottolinea con entusiasmo la presenza di opere legate anche al periodo della Prima Guerra Mondiale e di una sala dedicata all’avanguardia tedesca, dalla Brücke al Blaue Reiter.
Secondo Miarelli Mariani, il progetto nasce da un accordo con il museo di Detroit che ha consentito di portare a Roma un periodo «poco o per nulla rappresentato in Italia». Le 52 opere sono state selezionate per offrire «la possibilità di conoscere un momento decisivo della storia dell’arte - continua Mariani - che ha cambiato in maniera definitiva il nostro modo di vedere l’arte e il mondo». Una fruizione pensata per essere lenta e approfondita, capace di accompagnare pubblici diversi.
Per Tomaso Radaelli, presidente di MondoMostre, società che coproduce e organizza l’esposizione, «Impressionismo e oltre» è «uno dei progetti più ambiziosi della storia recente» della realtà espositiva. Secondo Radaelli portare a Roma 52 capolavori significa anche creare «un lavoro di diplomazia culturale», rafforzando il dialogo tra Roma e Detroit, destinato a proseguire con nuovi scambi internazionali.
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