Roma, 15 gennaio 2026
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Il Papa incontra le famiglie delle vittime di Crans-Montana: «Tanto dolore, sono commosso»

Papa Leone XIV incontra in Vaticano i familiari dei giovani morti e feriti nell’incendio di Crans-Montana: parole di vicinanza, fede e speranza nella resurrezione

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Ph: Vatican News

A quindici giorni dall’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato "Le Constellation", locale a Crans-Montana, località svizzera, causando 40 vittime e 116 feriti, Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano le famiglie dei ragazzi italiani coinvolti. «Dico molto sinceramente che sono molto commosso nell’incontrarvi», ha detto il Pontefice, lasciando trasparire l’emozione anche dalla voce incrinata, parlando di una «catastrofe di estrema violenza» che ha colpito soprattutto giovani e minorenni.

L’udienza in Vaticano

L’incontro si è svolto nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico, con un gruppo di circa venti persone accolte intorno a mezzogiorno, prima del successivo appuntamento a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei ministri. Un momento raccolto e toccante, segnato da lacrime e silenzi, in cui il Papa ha parlato a braccio, come già aveva fatto nei giorni precedenti incontrando i giovani della Diocesi di Roma.

«Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: “Sì, troveremo il tempo”», ha spiegato Leone XIV, sottolineando il desiderio di «condividere un momento che, in mezzo a tanto dolore e sofferenza, è una prova della nostra fede».

I feriti e le indagini

Mentre proseguono le indagini sulle cause del rogo, l’attenzione resta alta sulle condizioni dei feriti. Per quanto riguarda i cittadini italiani, dodici giovani sono ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano, sette dei quali in rianimazione. Le famiglie seguono con apprensione l’evolversi delle cure, tra speranza e paura.

«Perché, Signore?»

Nel suo discorso, il Papa ha dato voce alle domande che emergono davanti a tragedie simili. «Perché, Signore?» è l’interrogativo che ritorna, ha ricordato Leone XIV, citando l’esperienza di una messa funebre impostata come dialogo tra l’uomo e Dio. «Io non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova», ha ammesso, riconoscendo il limite delle parole umane di fronte a un dolore così profondo.

La speranza della resurrezione

Il Pontefice ha quindi richiamato il cuore del messaggio cristiano: «La vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto». Una risposta che, secondo Leone XIV, resta l’unica «adeguata» per chi vive «un momento di grande dolore e sofferenza», segnato dalla perdita improvvisa o da lunghe degenze ospedaliere.

Guardando al Cristo sulla croce, che grida «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», il Papa ha ricordato che la risposta del Padre arriva «nel silenzio» di tre giorni, con la resurrezione. «Nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo», ha aggiunto, assicurando la preghiera sua personale e di tutta la Chiesa per i defunti, per chi soffre e per i familiari «dal cuore trafitto, come quello di Maria ai piedi della Croce».

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