
Le tensioni internazionali seguite all’attacco israeliano contro l’Iran hanno avuto immediate ripercussioni anche nella Capitale. A Roma sono stati intensificati i dispositivi di sicurezza attorno ai luoghi considerati più esposti, a partire dal Ghetto ebraico, dalle sedi diplomatiche e da altri obiettivi ritenuti sensibili.
Il rafforzamento delle misure è scattato nelle prime ore della mattinata, in risposta all’evoluzione dello scenario internazionale dopo le esplosioni registrate a Teheran e in altre città iraniane.
Particolare attenzione è stata riservata alle aree legate a rappresentanze diplomatiche e comunità religiose, ma anche ai luoghi simbolici e alle sedi istituzionali. L’innalzamento del livello di vigilanza riguarda inoltre eventuali manifestazioni pubbliche, che potrebbero registrare una partecipazione più ampia alla luce degli sviluppi geopolitici, con possibili criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico.
Parallelamente è stata rafforzata l’attività informativa e di monitoraggio da parte della Digos, con un potenziamento delle operazioni di prevenzione in chiave antiterrorismo.
Nel frattempo, in Israele è stato dichiarato lo stato di emergenza e sono stati sospesi i voli civili, a conferma di una situazione ritenuta particolarmente delicata dalle autorità locali.
In Italia si attendono eventuali comunicazioni ufficiali dal Ministero dell’Interno, ma l’apparato di sicurezza nella Capitale è già stato rimodulato per prevenire qualsiasi rischio e garantire la tutela dei luoghi più esposti.
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