Roma, 12 gennaio 2026
Attualità

Antenna Celio, nessuna autorizzazione dalla Sovrintendenza. Il Comune potrebbe revocare i permessi

La procedura per l'installazione di antenna prevede che l’ufficio, una volta ricevuta la richiesta di autorizzazione da parte dell'azienda di telefonia, la inoltri alle amministrazioni competenti: l'Arpa per l’esame degli effetti sull’ambiente e la Sovrintendenza

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Probabilmente chi ha rilasciato l'autorizzazione per l'installazione della nuova antenna spuntata a via dei Querceti 24 al Celio, in pieno centro storico e sito Unesco, sta per ritirarla. Il comune ha dato il via libera ma manca il lasciapassare degli uffici della Sovrintendenza, che affermano di non aver mai ricevuto richiesta alcuna.

Antenna al Celio, il provvedimento di autotutela del Campidoglio

«In merito a questo intervento avvenuto nei giorni scorsi, si precisa che non è giunta ai suoi uffici alcuna richiesta di autorizzazione», fanno sapere dalla sovrintendenza e quello che potrebbe accadere vista la mancanza della documentazione necessaria è che dal comune arrivi un provvedimento di autotutela, con cui l'amministrazione corregge il proprio operato e di fatto blocca le autorizzazioni della rete di telefonia mobile. Ma tutto questo deve ancora essere documentato.

La procedura per l'installazione di una Stazione radio mobile, prevede che l’ufficio, una volta ricevuta la richiesta di autorizzazione da parte dell'azienda di telefonia, la inoltri alle amministrazioni competenti: l'Arpa per l’esame degli effetti sull’ambiente, la Sovrintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e non capitolina perché in questo caso il palazzo incriminato non è nella Carta per la qualità per cui a esprimersi non viene chiamata la Sovrintendenza capitolina.

Se queste non esprimono un parere entro 45 giorni, il progetto viene considerato approvato e autorizzato, secondo il principio del silenzio-assenso. Ma alla Sovrintendenza speciale queste carte non sono proprio mai arrivate. Oltretutto il condominio si trova in un sito Unesco e come tale dovrebbe essere tutelato e sottoposto a ulteriori vincoli.

Bonessio: «Avevamo richiesto che il comune indicasse luoghi utilizzabili»

Ad intervenire sulla vicenda anche Nando Bonessio, consigliere in Campidoglio di Avs: «Purtroppo quello che è accaduto testimonia la necessità di un piano territoriale di localizzazione, proposto dal gruppo Avs», uno dei punti più discussi e non approvati a fine settembre nel nuovo regolamento sulle antenne. «È il comune che dovrebbe indicare i luoghi utilizzabili - conclude il consigliere - e avevamo richiesto di non cancellare la norma che costituisce questo piano, ma il comune ha rifiutato».

La delibera superata, quella delle aree preferenziali

Prima di essere superata dal nuovo regolamento esisteva, a tutela dei cittadini, una delibera dell'assemblea capitolina, la numero 26 del 14.05.2015, che prevede che la localizzazione in un'area al di fuori di quelle «preferenziali»per l’installazione delle Stazione radio base può essere consentita solo se «tutte le precedenti localizzazioni risultino impossibili, inidonee o insufficienti a garantire la copertura dei servizi».

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