
Tanti quartieri di Roma sono cambiati, altri sono completamente nuovi. E ora, dopo quasi 50 anni dalla loro classificazione che risale al 1977, il Campidoglio ha deciso di fotografare la nuova mappa della città per capire dove vivono le persone, in quali luoghi svolgono le attività quotidiane, quali sono i nuovi bisogni.
Un lavoro a cui sta contribuendo anche la cittadinanza: dopo più di 90 incontri nei territori, sono oltre 3500 le proposte, corredate di foto storiche, libri e testimonianze, inviate al Comune tramite il portale dedicato. C’è chi suggerisce di riconoscere un nuovo quartiere, chi chiede di cambiare i confini.
«Le osservazioni dei cittadini vengono man mano trasferite al gruppo di lavoro che completerà l’elaborazione delle nuove mappe entro metà febbraio», ha annunciato Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Partecipazione e quartieri di Roma.
Contemporaneamente sarà completato il lavoro scientifico:
«Avremo i dati di Roma quartiere per quartiere», ha aggiunto Catarci.
Dati che sono già presenti nelle cartine pubblicate sul sito: tramite una mappa interattiva, cliccando sui vari punti, si apre la scheda con la legenda e si accede a una serie di informazioni: le stime sulla popolazione residente, quelle sulla cittadinanza di origine straniera ma anche sul livello di istruzione e l’occupazione.
«Questo ovviamente diventa un elemento eccezionale per la programmazione dei servizi da parte del Municipio e del Comune» perché «ci permette di ragionare sulle necessità e poi su una dotazione di servizi, nell'ottica della città dei 15 minuti, su scala di quartiere, dove effettivamente vivono le persone e non sulle grandi zone urbanistiche che hanno quasi 50 anni», ha proseguito il responsabile dell’Ufficio di scopo.
In questo modo, non solo l’amministrazione pubblica «ma anche un soggetto associativo, economico, privato che vuole aprire un'attività o inaugurare un servizio ha dei dati eccezionali sui quartieri che può consultare direttamente online». Infatti, con la modifica finale, verranno adeguati anche i dati per i quali l'Istat fornirà un aggiornamento costante.

Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Partecipazione e quartieri di Roma.
Intanto, mentre scorrono le ultime ore prima della chiusura della fase di partecipazione prevista per il 15 gennaio, continuano ad arrivare le proposte. La Capitale ne ha lette alcune in anteprima: Longarina sarà separato da Stagni di Ostia per essere riconosciuto come quartiere autonomo:
«E’ un fatto evidente - spiegano i cittadini della zona - uno si trova sopra e l’altro sotto il livello del mare», hanno scritto presentando anche degli elaborati grafici.
Dal XIV municipio la richiesta è quella di ampliare il quartiere Monte Mario rispetto ai confini attuali. Dall’VIII di inserire la zona delle Fosse Ardeatine nel quartiere Ardeatino e non lasciarlo in Tor Marancia. Dal VI la cittadinanza vuole rivedere i confini tra Borghesiana e Finocchio ed estrarre da Torre Angela il quartiere Arcacci. Quest’ultimo è un nuovo quartiere insieme, ad esempio, a Colle Massimo in XII, Igea nel I, Acqua Acetosa e Carcaricola in IX.
Ci sono anche le proposte che non potranno essere accettate: «Castro Pretorio sia inserito completamente nel I municipio», è la sollecitazione di alcuni cittadini. Il quartiere, in effetti, presenta un’anomalia: una parte si trova nel I (verso la stazione Termini, ndr) e un’altra nel II municipio (l’area intorno alla biblioteca Nazionale, ndr).
«E’ una giusta osservazione - commenta Catarci - ma la modifica dei confini municipali, molto gettonata in tutta Roma, non compete a questo lavoro. Sicuramente condivideremo le richieste con i municipi competenti, dovranno essere loro a decidere».
La nuova mappa di Roma è il frutto del lavoro avviato dal Campidoglio con le tre università pubbliche di Roma - Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre - insieme all’Istat per aggiornare la vecchia classificazione che, ormai, non corrisponde più alla realtà. In questi quasi cinquant’anni la città si è trasformata: molte persone, ad esempio, hanno lasciato le aree più centrali per trasferirsi in zone limitrofe dove sono sorti diversi insediamenti. Alcune zone già abitate si sono sviluppate con l’apertura di servizi pubblici e privati, con la realizzazione di piazze e luoghi di aggregazione, con la nascita di comunità, diventando a pieno titolo dei quartieri.
Dopo la stesura dello studio, la fase di partecipazione, il confronto con i municipi e gli incontri nei territori, da metà febbraio partirà l'iter istituzionale. Sarà, alla fine, l'Assemblea capitolina a discutere e ad approvare la nuova mappa di Roma.
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