
Dopo due mesi di fase informativa, da oggi scattano ufficialmente le sanzioni per chi supera il limite dei 30 chilometri orari previsto nella cosiddetta «zona 30», l’area che comprende l’intero perimetro del cuore della Capitale.
La misura, pensata per aumentare la sicurezza stradale e ridurre il rischio di incidenti che coinvolgono pedoni e utenti più vulnerabili, segue l’esperienza di altre città italiane. Tra queste anche Bologna, dove l’introduzione di limiti analoghi ha portato a una riduzione significativa degli incidenti.
Nella pratica, per molti automobilisti il cambiamento potrebbe essere meno drastico di quanto sembri. Secondo uno studio del Campidoglio, infatti, la velocità media nel centro storico è già di circa 17 km/h, complice traffico, semafori e flussi turistici.
Lo stesso studio evidenzia come «il maggiore beneficio si avrà in fascia notturna (22–06) e negli assi principali», quando la diminuzione del traffico rende più facile superare i limiti.
L’assessore alla Mobilità Eugenio Patané, annunciando l’avvio del nuovo regime all’inizio dell’anno, aveva chiarito che «i limiti non si potranno superare nemmeno nelle strade larghe come Corso Vittorio Emanuele, Via del Teatro Marcello, il Traforo. Arterie che sono retaggio di una città a misura di auto che ora non c’è più visto che in Centro c’è grande domanda di pedonalità. Abbiamo il dovere di ridurre il differenziale di velocità tra soggetto forte e soggetto più fragile, così abbattiamo il rischio di mortalità».
Le sanzioni previste per chi supera il limite dei 30 km/h sono particolarmente severe.
Si parte da 42 euro, ma nei casi più gravi la multa può arrivare fino a 3.382 euro. Oltre alla sanzione economica sono previste anche conseguenze sulla patente. Fino a 10 punti di decurtazione e sospensione della patente fino a un anno, nei casi più gravi
Durante le ore notturne, tra le 22 e le 7 del mattino, l’importo della sanzione aumenta di un terzo.
I controlli interesseranno circa venti strade strategiche del centro storico, dove la polizia locale potrà effettuare verifiche con autovelox mobili e contestazione immediata.
Tra le arterie monitorate ci sono via Nazionale, via del Plebiscito, Corso Vittorio Emanuele, via del Teatro di Marcello, via Petroselli, via Zanardelli, Corso Rinascimento, via del Tritone, via Barberini, via Veneto, via delle Botteghe Oscure, il Traforo Umberto I e poi via Milano via Torino, via del Babuino e per finire la discesa del Pincio.
L’obiettivo dell’amministrazione capitolina è trasformare progressivamente il centro storico in uno spazio più sicuro e accessibile per pedoni, ciclisti e visitatori, riducendo il predominio delle auto e favorendo una mobilità urbana più sostenibile.
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