
Blocco stradale del Gra, 24 giugno 2022
Nuova assoluzione per gli attivisti di Ultima generazione coinvolti nel blocco stradale del Grande raccordo anulare avvenuto il 24 giugno 2022. La decisione è arrivata giovedì 12 marzo, al termine dell’udienza tenutasi presso il tribunale di Roma. A processo erano imputate dieci persone, difese dall’avvocato Cesare Antetomaso, nell’ambito della campagna di protesta climatica «No gas No carbone».
Il giudice ha disposto l’assoluzione per tutti gli imputati con due diverse motivazioni. Per quanto riguarda il capo di imputazione di interruzione di pubblico servizio, la formula è stata «il fatto non è previsto dalla legge come reato». Per l’accusa relativa alla violazione del foglio di via, invece, il tribunale ha stabilito che «il fatto non sussiste».
Secondo gli attivisti si tratta della 68° sentenza favorevole ottenuta in procedimenti giudiziari legati alle azioni di protesta del movimento ambientalista.
Dopo la lettura della sentenza, uno degli attivisti coinvolti ha commentato l’esito del processo con una dichiarazione pubblica: «Sento un grande sollievo per questa assoluzione: oggi la magistratura ha riconosciuto ciò che già sapevamo nel profondo - la nonviolenza e la legittimità della nostra protesta». Secondo l'attivista l'azione è stata svolta «con responsabilità e coraggio per difendere il futuro comune, esercitando un diritto costituzionale fondamentale: manifestare il dissenso contro un sistema che sta conducendo il pianeta e le persone al disastro». Questa sentenza conferma secondo l'ambientalista «che quello che facciamo è partecipazione politica autentica. Non è vandalismo - precisa -, è democrazia in azione: rivitalizziamo il dibattito pubblico e chiediamo risposte concrete su una crisi che è anche una crisi democratica».
Il processo riguardava una delle azioni più discusse organizzate da Ultima generazione nella capitale. La mattina del 24 giugno 2022, gli attivisti bloccarono completamente il traffico sul Grande raccordo anulare, nella zona sud della città, tra l’uscita Appia e quella per Grena Sant’Andrea, nell’area di Ciampino.
L’azione iniziò nelle prime ore della mattina in un tempo di oltre mezz'ora, poco prima delle 8 l'inizio, e alle 8:30 la fine della protesta, in pieno orario di punta. Il gesto faceva parte della campagna nazionale «No gas No carbone», con cui il movimento chiedeva politiche energetiche più incisive contro l’uso dei combustibili fossili. Il blocco provocò forti tensioni tra automobilisti e manifestanti. Molte persone, dirette al lavoro o impegnate in appuntamenti importanti, cercarono di convincere gli attivisti a liberare la carreggiata. In alcuni casi la situazione degenerò in spintoni, insulti e minacce. Uno degli automobilisti bloccati nel traffico si era rivolto agli attivisti dicendo: «Ho una macchina a gas, sto andando a fare un concorso e mi stai bloccando la vita».
Durante l’azione di protesta gli attivisti ribadirono pubblicamente le motivazioni della mobilitazione. «Le nostre richieste sono precise - spiegava Beatrice Costantino di Ultima generazione -, finché non ci sarà un cambio di passo non ci fermeremo». La protesta, secondo i promotori, non riguardava soltanto la città di Roma ma faceva parte di una mobilitazione nazionale per attirare l’attenzione sulla crisi climatica e sulle politiche energetiche. «Solo così possiamo farci ascoltare - sottolineava Alessandro -, se per ogni dieci volantini che distribuiamo in queste occasioni, convinciamo almeno quattro persone per noi è un buon risultato». Dopo l’intervento delle forze dell’ordine e la riapertura della strada, gli attivisti erano stati identificati e condotti in Questura, dando origine al procedimento giudiziario conclusosi ora con l’assoluzione.
Il movimento continua a rivendicare la legittimità delle proprie azioni di disobbedienza civile e la sentenza del tribunale di Roma ricentra il dibattito sulle forme di protesta climatica e sul loro inquadramento giuridico.
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