Roma, 16 gennaio 2026
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Ultima generazione, il Tribunale assolve 21 attivisti per la protesta su via Appia del 2023

I fatti risalgono ad aprile 2023, quando un blocco stradale paralizzò il traffico nell'ambito della campagna «Non paghiamo il fossile». Per il giudice «il fatto non sussiste»

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Si è concluso con una sentenza di assoluzione piena il processo a carico di 21 attivisti del movimento Ultima Generazione, finiti alla sbarra per una protesta nonviolenta messa in atto il 24 aprile 2023. Quel giorno, il gruppo aveva bloccato il traffico su via Appia Nuova, nel cuore della Capitale, per attirare l’attenzione sulla crisi climatica. Ieri, il Tribunale di Roma ha stabilito che per l'accusa di interruzione di pubblico servizio aggravata «il fatto non sussiste».

La decisione del giudice e le motivazioni

Al termine dell’udienza, il giudice ha fatto cadere tutti i capi di imputazione che pendevano sui manifestanti. Una decisione significativa, le cui motivazioni tecniche saranno depositate entro i prossimi 60 giorni, ma che di fatto sancisce la legittimità della protesta nel contesto specifico. Con questo verdetto, il numero totale di assoluzioni per le azioni dirette del movimento sale a 57.

In una nota ufficiale, Ultima Generazione ha accolto con favore la sentenza, ribadendo che «in uno stato democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono dei reati», specialmente in un momento in cui l'Italia figura tra i Paesi più colpiti dagli eventi meteorologici estremi e il dibattito internazionale della COP 30 di Belém fatica a produrre risultati concreti.

Il ricordo degli attivisti: «Restituita fiducia nel raziocinio»

Tra gli assolti figura anche Giulio, un giardiniere in pensione, che ha rievocato i momenti concitati di quella mattinata di pioggia. «Ricordo tanto nervosismo e una lunga attesa», ha dichiarato l'uomo, descrivendo però con amarezza le modalità dello sgombero forzato operato dalle forze dell'ordine lungo la carreggiata.

Per Giulio, la sentenza rappresenta una vittoria che va oltre il dato legale: «Leggere dell'assoluzione perché il fatto non sussiste ti restituisce fiducia nell'esistenza di onestà e raziocinio. Ci sono giudici che sanno guardare ai fatti sottoposti senza isolarli da quelli enormemente più grandi e gravi che accadono intorno, trasformando la legge in giustizia».

La protesta e il contesto ambientale

L'azione sull'Appia Nuova faceva parte della campagna denominata «Non paghiamo il fossile», volta a chiedere l'interruzione dei sussidi pubblici alle energie inquinanti. Nonostante i disagi causati allora agli automobilisti, la difesa ha sempre sostenuto la natura simbolica e pacifica del gesto.

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