
La metro si è fermata di colpo all’alba di oggi, lunedì 2 marzo, con la Linea A completamente fuori servizio da Anagnina a Battistini in entrambe le direzioni. Un blocco improvviso che ha mandato in tilt la Capitale proprio nell’ora di punta.
Secondo quanto comunicato da Atac, lo stop è stato causato da un abbassamento di tensione provocato con ogni probabilità dall’attivazione indebita di un pulsante di emergenza. Il servizio è ripreso dopo circa un’ora, una volta completate le verifiche tecniche, tornando gradualmente alla normalità dalle 7.30. Ma nel frattempo la città era già in ginocchio.
Gli annunci nelle stazioni hanno rimbalzato come schiaffi tra banchine gremite. I bus sostitutivi attivati da Atac sono stati presi d’assalto in pochi minuti, mentre in superficie si sono formate code infinite.
Anche Roma Servizi per la Mobilità ha confermato la circolazione interrotta e poi riattivata parzialmente dopo ore di forti disagi.
A causare la rabbia dei pendolari non è solo l’ennesimo stop tecnico. Dopo il Giubileo 2025, che avrebbe dovuto lasciare in eredità una rete più efficiente, la metropolitana romana continua a vivere di emergenze quotidiane.
Nel frattempo avanzano — lentamente — i cantieri della Linea C. Dal 25 febbraio sono partiti i lavori della tratta T2 (Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo, Ottaviano, Mazzini), con restringimenti stradali, deviazioni bus e proteste dei commercianti per rumore e polvere.
Il contrasto che brucia di più per i romani è quello tra annunci e quotidianità sotterranea.
La Linea A continua a soffrire infiltrazioni croniche e pavimentazioni deteriorate. È partita una gara milionaria per il restyling di cinque stazioni — con Numidio Quadrato in testa, dove si segnalano “copiose quantità di acqua” dalle pareti — ma i lavori slittano al 2026 inoltrato.
Sulla Linea B dovrebbero arrivare ad aprile i primi nuovi treni Hitachi Rail, dopo ritardi e tensioni contrattuali. Intanto i vecchi convogli MB100/300 stanno uscendo di scena lentamente, lasciando però treni spesso affollati e soggetti a guasti.
Sul fronte sicurezza, il nuovo presidio Polmetro a Stazione Termini — con 80 agenti e 5.000 telecamere — rappresenta un passo avanti. Ma la percezione resta fragile dopo aggressioni finite virali, come quella allo youtuber “antiborseggio” Simone Cicalone, e dopo i recenti episodi di evacuazioni per odori acri nei vagoni, come avvenuto ieri a Spagna.
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