
Da domani il centro storico di Roma cambia passo perchè all’interno della Ztl scatterà il limite unico dei 30 chilometri orari, senza eccezioni. Non solo vicoli e strade secondarie, ma anche arterie storicamente veloci entrano nel nuovo perimetro.
La nuova Zona 30 entrerà in vigore dopo il completamento della segnaletica ai varchi e interesserà l’intera area della Ztl Centro. Il principio è semplice e uniforme. Si viaggia a 30 km/h come unica velocità di riferimento, valida anche su strade larghe come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo.
In parallelo sarà operativo il nuovo perimetro della Ztl, rivisto dalla Giunta capitolina per rendere più coerenti i controlli e ridurre il traffico di attraversamento.
A spiegare la filosofia dell’intervento è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané, che lega la riduzione della velocità alla tutela degli utenti più vulnerabili.
«Abbiamo il dovere di ridurre il differenziale di velocità tra soggetto forte e soggetto più fragile, così abbattiamo il rischio di mortalità», ha spiegato.
La velocità incide per il 7,5% sugli incidenti, ma pesa in modo decisivo sulla loro gravità: all’aumentare dei chilometri orari cresce in maniera esponenziale il rischio di morte in caso di investimento.
I dati più recenti mostrano una città in cui gli incidenti non calano quanto auspicato, ma risultano meno gravi. Un segnale incoraggiante che però non soddisfa il Campidoglio, deciso a ridurre in modo strutturale morti e feriti.
La Zona 30 non si esaurisce nel nuovo cartello. Il piano prevede interventi infrastrutturali e tecnologici come i 175 attraversamenti pedonali rialzati, nuove strade scolastiche e l'estensione progressiva del limite a circa mille strade cittadine
Sul fronte dei controlli, entro il 2026 saranno installati 40 nuovi Photored, concentrati sugli incroci più ampi e a maggiore rischio, dove il passaggio con il rosso aumenta sensibilmente la pericolosità.
Autovelox, segnaletica dedicata e pattugliamenti della Polizia Locale completeranno il sistema, con l’obiettivo di rendere il limite effettivo fin dal primo giorno.
Accanto alla sicurezza, il comune lega la riduzione della velocità a benefici ambientali e di qualità della vita. Le stime indicano un calo delle emissioni di biossido di azoto, anidride carbonica e ossido di carbonio, oltre a una riduzione del rumore di oltre due decibel.
Effetti che, moltiplicati per i flussi quotidiani del centro storico, promettono miglioramenti percepibili.
In Italia il caso più osservato è quello di Bologna, che dal gennaio 2024 ha esteso il limite dei 30 km/h su quasi tutto il territorio urbano. I dati aggiornati all’estate 2025 indicano meno incidenti, meno feriti e meno sinistri gravi, insieme a più biciclette, meno traffico e meno inquinamento.
Esperienze simili sono state avviate anche a Cesena, Olbia, Parma e in altre città. Anche in Europa il modello è consolidato. Graz, Londra, Edimburgo, l’intero Galles, Spagna, Bruxelles e Amsterdam hanno adottato limiti estesi di 30 km/h, ottenendo riduzioni significative degli incidenti mortali.
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