Roma, 27 febbraio 2026
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Legalità e sviluppo economico: al via il Congresso Nazionale Sinageco 2026 nel segno di Falcone e Borsellino

Non solo uno slogan, ma un pilastro per l’economia e la libertà: oggi il confronto tra istituzioni e giovani per costruire il futuro del Paese

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Legalità e sviluppo economico: al via il Congresso Nazionale Sinageco 2026 nel segno di Falcone e Borsellino

La legalità non è un concetto astratto o uno slogan da citare nelle ricorrenze, ma il motore indispensabile per la crescita economica di una nazione. Senza regole certe non può esserci sviluppo. Senza giustizia non si costruisce la fiducia necessaria ad attrarre investimenti. È questo il cuore pulsante del messaggio che aprirà oggi, venerdì 27 febbraio, il Congresso Nazionale 2026 del Sinageco (Sindacato Nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori).

L’appuntamento, intitolato «Presidio di legalità nell'interesse della collettività», si terrà presso «Roma Eventi Fontana di Trevi» e vedrà la partecipazione di figure di spicco delle istituzioni, del mondo accademico e della magistratura.

Un dialogo aperto con le nuove generazioni

In un periodo segnato da crescenti episodi di violenza e disagio sociale tra i più giovani, il Congresso sceglie di non parlare «ai» ragazzi, ma «con» i ragazzi. La presenza degli studenti delle scuole e delle università non sarà simbolica: l'obiettivo è condividere il perimetro della legalità senza imporre regole dall'alto, ma costruendo insieme un percorso di prevenzione basato sui principi della Costituzione.

L'idea di fondo è che la legalità debba diventare una scelta consapevole da compiere prima dell'errore, e non solo una sanzione che interviene dopo. Investire sulla cultura del rispetto delle regole significa, di fatto, investire sul futuro occupazionale e sociale delle nuove generazioni.

I protagonisti del confronto

Il tavolo dei relatori riflette l'importanza dei temi trattati. Sono stati invitati rappresentanti del Governo, Ministri della Repubblica, Procuratori Generali e magistrati impegnati quotidianamente nelle misure di prevenzione e nel ruolo di GIP. Parteciperanno inoltre i vertici dell'Anbsc (Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati), membri della Commissione Parlamentare Antimafia, professionisti e giornalisti.

Questo parterre d'eccezione si confronterà direttamente con la società civile per ribadire che la legalità è il fondamento della libertà economica e della dignità umana, pilastri imprescindibili di una democrazia moderna.

Dai beni confiscati alla restituzione di valore

Uno dei punti centrali del dibattito sarà la gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata. L'amministrazione giudiziaria, infatti, non deve limitarsi a colpire il patrimonio delle mafie, ma ha il compito cruciale di restituire valore ai territori.

Trasformare un bene illecito in un'opportunità di lavoro regolare e di sviluppo significa rafforzare la credibilità dello Stato. In questo percorso, il Congresso rinnoverà il ricordo del sacrificio di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e di tutti i servitori dello Stato che hanno dato la vita per difendere questi valori.

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