
Roma torna a essere una tappa chiave nel percorso degli Ex-Otago. Giovedì 22 gennaio l’Alcazar ospita il concerto dedicato ai dieci anni di «Marassi», l’album che nel 2016 ha segnato una svolta nella storia del gruppo genovese e nell’intero panorama indie italiano.
Un appuntamento atteso, che porta nella Capitale un disco diventato nel tempo manifesto generazionale, capace di raccontare un luogo preciso e, allo stesso tempo, un sentimento diffuso. A dieci anni dall’uscita, «Marassi» è più vivo che mai e torna a risuonare nei club, là dove quelle canzoni hanno trovato la loro forma più autentica.
Il passaggio romano si inserisce in un mini tour che attraversa alcuni spazi simbolo della musica dal vivo. Dopo la partenza da Genova, gli Ex-Otago arrivano a Roma prima di proseguire il 23 gennaio a Salerno e il 24 a Conversano.
Una scelta chiara, che la band rivendica senza esitazioni. «Se è vero che i palazzetti e i grandi eventi sono importanti, è altrettanto vero che i piccoli club lo sono, forse anche di più», spiegano. I club come l’Alcazar diventano così luoghi di senso, portatori di un’idea di musica e di socialità che ha contribuito a cambiare il volto della scena italiana negli ultimi quindici anni.
«Marassi» non è solo il racconto di un quartiere genovese, ma un album politico e sociale, capace di parlare con leggerezza di temi profondi. Le sue canzoni, da «I giovani d’oggi» a «Quando sono con te», sono diventate colonna sonora di una generazione e oggi suonano sorprendentemente attuali.
Dieci anni dopo, molte delle fratture raccontate nel disco restano aperte. Cambiano i contesti, ma non il senso di precarietà, il bisogno di restare a galla, la ricerca di uno spazio in cui riconoscersi. Ed è proprio in questo che «Marassi» continua a trovare ascolto, soprattutto dal vivo.
Il concerto all’Alcazar assume così un valore particolare. Non solo una celebrazione, ma un ritorno all’essenza del suonare insieme, a pochi metri dal pubblico. «Marassi è nato dal desiderio profondo di non fare un metro avanti, di rimanere lì, esattamente nel quartiere dove eravamo nati», raccontano gli Ex-Otago, rivendicando una normalità ostinata, quasi rivoluzionaria.
Portare oggi quel disco a Roma significa farlo passare di nuovo attraverso un club, tra sudore, empatia e cori condivisi. Un modo per ricordare che, anche in una città abituata ai grandi eventi, la musica dal vivo trova spesso la sua verità negli spazi più piccoli.
Dopo il tour invernale, gli Ex-Otago torneranno a Genova per una grande celebrazione estiva, ma Roma resta uno dei passaggi simbolici di questo percorso. Perché «Marassi», a dieci anni di distanza, continua a parlare a chi ascolta e a ricordare che le cose vere, quelle vive, non si spengono mai.
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