Roma, 9 aprile 2026
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Con «Libri Liberi» la cultura entra in carcere: a Casal del Marmo libri e cinema per riscrivere il futuro dei detenuti

Parte da Casal del Marmo la rassegna che porta letteratura e cinema nelle carceri italiane. Con Benedetta Porcaroli e il ministro Carlo Nordio, un messaggio ai detenuti: la cultura come strumento di empatia, crescita e reinserimento

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
A sinistra l'attrice Benedetta Porcaroli, a destra il ministro della Giustizia Carlo Nordio presso il carcere minorile di Casal del Marmo (La Capitale)

A sinistra l'attrice Benedetta Porcaroli, a destra il ministro della Giustizia Carlo Nordio presso il carcere minorile di Casal del Marmo (La Capitale)

È partita oggi, giovedì 9 aprile, dall’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo la nuova edizione di «Libri Liberi», la rassegna che porta la letteratura nelle carceri italiane con l’obiettivo di trasformare la cultura in uno strumento concreto di dialogo, crescita e reinserimento.

Il primo appuntamento ha previsto la proiezione del film «Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli», diretto da Giuseppe Piccioni, seguita da un incontro con l’attrice Benedetta Porcaroli, protagonista della pellicola, in dialogo con la giornalista Laura Pertici. Un momento di confronto diretto e partecipato con i giovani detenuti, che hanno potuto interagire con gli ospiti e condividere riflessioni ed emozioni.

Porcaroli: «La cultura crea empatia e restituisce speranza»

A margine dell’incontro, Benedetta Porcaroli ha dato voce al significato più profondo dell’iniziativa, sottolineando con forza quanto questi momenti siano essenziali: «L'importanza di questi eventi per me è tantissima, tantissima». Nel corso dell’appuntamento, l’attrice ha anche recitato “La cavallina storna” di Giovanni Pascoli, offrendo ai ragazzi un’esperienza diretta e intensa della parola poetica. Porcaroli ha insistito sul valore della trasmissione culturale alle nuove generazioni:
«Ripartire dai ragazzi, trasferire tutte le cose importanti, la nostra eredità letteraria, culturale, cinematografica, artistica, è importantissimo». Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato al ruolo della cultura come ponte umano: «La cultura crea empatia, non bisogna temerla, non bisogna fuggire. Credo - conclude con un messaggio rivolto ai detenuti - che sia fondamentale restituire a queste persone un senso di speranza, l'importanza della seconda possibilità».

Nordio: «La cultura non è per pochi»

All’incontro erano presenti numerose figure istituzionali e rappresentanti del mondo della giustizia e della cultura: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il vicepresidente del CSM Fabio Pinelli, il procuratore capo di Roma Franco Lo Voi, il capo del Dipartimento per la giustizia minorile Antonio Sangermano, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il presidente della Fondazione De Sanctis Francesco De Sanctis e il presidente della Fondazione Lottomatica Riccardo Capecchi, sponsor non istituzionale del progetto. Nel suo intervento, Carlo Nordio ha ribadito un concetto centrale:
«Non bisogna avere paura della cultura». Il capo del dicastero della Giustizia ha poi evidenziato come nel tempo si sia diffusa una percezione distorta: «Si è sedimentata l’idea che l’approccio alla cultura sia difficile, riservato a poche persone». Una visione che ha voluto smentire con decisione: «Le parti più importanti della letteratura, dell’arte, della musica e della poesia sono anche le più semplici e accessibili».

Infine, un messaggio diretto ai giovani detenuti, in cui la cultura viene presentata come leva di cambiamento: «La cultura vi aiuta a ritrovare, attraverso la curiosità intellettuale, quella forza - chiosa - che avevate perduto nel momento in cui avete sbagliato».

Un progetto che unisce istituzioni e cultura

La rassegna «Libri Liberi» è promossa dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del ministero della Giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità – e si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare il ruolo della cultura nei contesti detentivi.

Il coinvolgimento di istituzioni, operatori culturali e protagonisti del cinema e della letteratura rappresenta uno degli elementi chiave del progetto, che mira a creare occasioni reali di confronto e crescita personale.

Le prossime tappe: un viaggio nelle carceri italiane

Dopo l’appuntamento inaugurale a Casal del Marmo, la rassegna proseguirà nel corso dell’anno con nuove tappe a Firenze, Napoli, Milano e sull’isola di Gorgona.

In ogni incontro, personalità del mondo culturale accompagneranno i detenuti in un percorso attraverso grandi opere della letteratura, dai classici come «Cime tempestose» fino alla narrativa contemporanea, costruendo un dialogo continuo tra passato e presente.

Cultura come strumento di reinserimento sociale

A sottolineare la portata sociale dell’iniziativa è stato il presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis:
«Crediamo profondamente nelle potenzialità di questo progetto, che mette in dialogo il mondo della scrittura e quello del cinema per una missione sociale concreta».

L’obiettivo è chiaro: «Offrire strumenti e opportunità che favoriscano crescita, creatività e confronto».

Gli incontri si configurano così come spazi di partecipazione attiva, in cui la cultura non è solo conoscenza, ma diventa un’esperienza vissuta, capace di stimolare consapevolezza, senso critico e possibilità di cambiamento.

In questo contesto, la cultura si afferma come strumento concreto di reinserimento sociale, capace di riaprire prospettive e costruire nuove possibilità per il futuro.

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