Roma, 2 marzo 2026
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Lavoro e casa, il Lazio in bilico: Roma attrae cervelli ma fatica a trattenerli. I dati del Rapporto Svimez

Cresce il lavoro, ma non basta a fermare la fuga dei giovani. Migliorano gli investimenti pubblici, ma aumentano povertà lavorativa e disagio abitativo

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Lavoro e casa, il Lazio in bilico: Roma attrae cervelli ma fatica a trattenerli. I dati del Rapporto Svimez

Oltre 10mila giovani del Lazio volati all’estero in tre anni, un patrimonio di edilizia residenziale pubblica che a Roma si ferma al 3,3 per cento dello stock abitativo e affitti che pesano sempre di più sui bilanci familiari. Sono numeri che raccontano già molto della Capitale e della regione e che trovano conferma nelle pagine del Rapporto 2025 della Svimez.

La mobilità a catena del capitale umano

L’Italia cresce poco ma cresce, dice il rapporto. Il Sud, grazie alla spinta del Pnrr, tra il 2021 e il 2024 ha persino fatto meglio del Centro-Nord in termini di Pil. Eppure, mentre aumentano i posti di lavoro, continuano a partire i giovani. Il dato più rilevante racconta che dal Mezzogiorno in 175 mila hanno fatto le valigie nell’ultimo triennio.

Una parte di loro approda proprio nel Lazio, che resta calamita per studenti, funzionari e professionisti. Ma il dato che colpisce è un altro. Anche dal Lazio si parte, e parecchio. Più di diecimila under 35 hanno scelto l’estero tra il 2022 e il 2024.

È la mobilità a catena del capitale umano. E nel mezzo resta una domanda sospesa sul perchè non si riesca a trattenere chi studia o chi lavora.

Lavoro in crescita, qualità in affanno

Il lavoro, infatti, non manca. A livello nazionale l’occupazione è cresciuta molto negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani. Ma la qualità non sempre tiene il passo. I salari reali sono scesi, erosi dall’inflazione, e il fenomeno dei lavoratori poveri non è più una questione periferica. Anche nei territori più dinamici, il rischio è quello di avere un contratto ma non abbastanza stabilità per costruire un progetto di vita. Roma, con il suo enorme settore dei servizi e del turismo, conosce bene questa fragilità fatta di stagionalità, part-time involontari e stipendi compressi.

La casa, nodo sempre più romano

Poi c’è la casa, tema che nella Capitale torna ciclicamente al centro del dibattito. Il rapporto ricorda che in Italia oltre 650 mila famiglie aspettano un alloggio popolare. A Roma l’edilizia residenziale pubblica rappresenta il 3,3 per cento del totale delle abitazioni, una quota non trascurabile ma insufficiente a calmierare un mercato privato sempre più teso.

E tra chi vive in affitto la povertà è molto più diffusa rispetto ai proprietari. In una città dove gli affitti brevi e la pressione turistica hanno cambiato interi quartieri, il diritto all’abitare non è più solo una questione sociale, ma economica.

Manca la continuità

Intanto il Pnrr continua a fare da motore. I comuni hanno accelerato gli investimenti e ridotto i tempi di progettazione delle opere. La macchina amministrativa, spesso accusata di lentezza, ha mostrato di saper correre quando le regole si semplificano e le risorse sono certe. Anche per Roma, impegnata su più fronti tra infrastrutture e servizi, la sfida ora è trasformare questa spinta straordinaria in normalità amministrativa.

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