
Un viaggio tra cibo e conflitti. Si intitola How to Feed the Planet il nuovo documentario del regista Francesco De Augustinis che affronta una delle domande cruciali del nostro tempo: come sfamare 10 miliardi di persone entro il 2050. Il film mette in discussione i modelli dominanti dell’industria alimentare e analizza il legame tra risorse alimentari e conflitti globali.
Il documentario sarà presentato l’11 aprile al Nuovo Cinema Aquila, nell’ambito del Festival delle Terre, rassegna dedicata ad agroecologia, ambiente e diritti organizzata dal Centro Internazionale Crocevia. Dopo la proiezione è previsto un dibattito con il regista e giornalisti ambientali.
Al centro del film anche una riflessione sulla dieta mediterranea, oggi – secondo il documentario – trasformata in uno strumento di marketing più che in un modello sostenibile. Il viaggio parte dal Cilento, dove lo scienziato Ancel Keys ne codificò i principi nel dopoguerra, per arrivare fino agli Stati Uniti, mostrando come il modello originario sia stato progressivamente alterato dall’industria.
Il racconto si muove tra diversi scenari globali, dall’Ucraina alla Repubblica Democratica del Congo, fino all’Argentina, evidenziando come molte crisi contemporanee siano legate anche al controllo delle risorse agricole. Terreni fertili, produzione di soia e agribusiness diventano così fattori di instabilità e conflitto.
Il documentario conclude con una riflessione netta: il modello attuale di consumo e produzione alimentare non è sostenibile. Secondo De Augustinis, la sfida è costruire un sistema più equo e responsabile, capace di garantire cibo senza distruggere ecosistemi. Una scelta che, sottolinea il regista, determinerà se il futuro sarà segnato da cooperazione o da nuove guerre.
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