Roma, 27 marzo 2026
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Giornalisti in sciopero: contratto fermo da dieci anni, nuova protesta nazionale

Oggi la categoria si ferma. Tra i nodi aperti il rinnovo del contratto, il calo del potere d’acquisto e le regole sul lavoro nell’editoria

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 6 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Giornalisti in sciopero: contratto fermo da dieci anni, nuova protesta nazionale

Nuova giornata di sciopero nazionale per i giornalisti oggi, 27 marzo. La mobilitazione è stata proclamata nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto dal 2016 e ancora non rinnovato.

Si tratta della seconda giornata di astensione dal lavoro prevista nel pacchetto di proteste della categoria. Una terza data è già stata fissata per il 16 aprile.

Il nodo del contratto

Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale Fieg-Fnsi. Secondo le organizzazioni sindacali, il prolungarsi della trattativa per un periodo così lungo ha prodotto un blocco salariale che, sommato all’inflazione degli ultimi anni, ha inciso in modo significativo sul potere d’acquisto delle retribuzioni.

La stima indicata dai sindacati parla di una perdita di circa il 20% del potere d’acquisto rispetto agli anni precedenti.

Le condizioni di lavoro nelle redazioni

Oltre all’aspetto economico, la mobilitazione richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro nel settore dell’informazione. Tra i temi segnalati ci sono l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione degli organici e il ricorso sempre più frequente a collaborazioni esterne e partite Iva.

Secondo la parte sindacale, il quadro è cambiato profondamente dal 2016: le redazioni lavorano su più piattaforme, i ritmi sono aumentati e le richieste professionali si sono ampliate, ma senza un adeguamento del quadro contrattuale.

I punti contestati agli editori

Nel comunicato diffuso per la giornata di sciopero, i giornalisti contestano agli editori la mancanza di investimenti sufficienti sul lavoro professionale e sulle redazioni, nonostante il settore abbia beneficiato negli anni di contributi pubblici e di altre misure di sostegno.

Tra i punti richiamati ci sono anche:

  • il ricorso a prepensionamenti e incentivi all’esodo;
  • il crescente utilizzo di lavoro autonomo con compensi ritenuti insufficienti;
  • l’assenza di regole condivise sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore;
  • il mancato riconoscimento economico, secondo i sindacati, del valore dei contenuti editoriali utilizzati dalle grandi piattaforme digitali.

Le prossime tappe

La mobilitazione non si esaurisce con lo sciopero di oggi. La categoria ha già annunciato una nuova giornata di protesta per il 16 aprile, nel caso in cui non arrivino sviluppi sul rinnovo contrattuale.

L’obiettivo dichiarato resta quello di riaprire un confronto sul contratto e sulle condizioni complessive del lavoro giornalistico.

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