
La crisi climatica nel Lazio si traduce in numeri sempre più rilevanti e in un sistema ancora fragile. È quanto emerge dagli studi di Greenpeace Italia: tra il 2015 e il 2024 si sono registrati tre eventi meteo-idro estremi che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza, con una stima complessiva dei danni pari a 154,9 milioni di euro.

Le risorse stanziate per far fronte a queste perdite si fermano a 27,1 milioni di euro, con una copertura del 18%. Un dato che evidenzia un forte squilibrio tra danni subiti e capacità di risposta economica, in linea con quanto accade nel resto del Paese. Si tratta di stime basate sugli eventi per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, e quindi non comprensive di tutti gli impatti legati alla crisi climatica.
Entrando nel dettaglio, l’evento più rilevante si è verificato tra ottobre e novembre 2019, quando l’intero territorio regionale è stato colpito con danni stimati in 137,5 milioni di euro. In quel caso, le risorse stanziate sono state appena 4,7 milioni, pari al 3% del totale.
Nel novembre 2016, nella provincia di Roma, si sono registrati danni per 17,4 milioni di euro, con una copertura del 19%. Per l’evento del 2017, che ha interessato nuovamente l’intero territorio regionale, non è disponibile una stima dei danni, mentre risultano stanziati 19 milioni di euro.

Il Lazio si colloca in una posizione intermedia nel panorama nazionale. Regioni come Emilia-Romagna, Campania e Veneto registrano danni molto più elevati, rispettivamente superiori ai 2,5 miliardi e prossimi ai 2 miliardi di euro .
Sul fronte della copertura economica, il Lazio con il 18% si posiziona tra le percentuali più alte, in linea con regioni come la Lombardia. Tuttavia, il dato resta insufficiente rispetto all’entità dei danni. In altre aree la situazione è ancora più critica: la Campania si ferma al 7% e l’Abruzzo al 3%, a conferma di una forte disomogeneità nella distribuzione delle risorse .

Nel periodo analizzato, il Lazio ha investito 674 milioni di euro in progetti di prevenzione del dissesto idrogeologico, per un totale di 822 interventi. Le risorse si sono concentrate soprattutto su opere contro alluvioni e frane, che rappresentano le principali criticità del territorio.

Tra i progetti più rilevanti figurano il completamento delle opere dello scolmatore del fiume Liri, il consolidamento della parete rocciosa lungo la strada statale Trinità e la variante a Monterotondo Scalo con innesto sulla strada statale 4 Salaria. Il dato sui progetti conferma uno sforzo significativo, anche se il Lazio resta dietro a regioni come Lombardia, Piemonte e Calabria per numero complessivo di interventi avviati.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un sistema ancora fragile. Il dato della copertura al 18% sintetizza una criticità strutturale: la difficoltà nel garantire risposte adeguate e tempestive di fronte a eventi sempre più frequenti e intensi.
In un contesto in cui, a livello nazionale, i danni superano i 19 miliardi di euro a fronte di circa 3,1 miliardi di risorse stanziate , anche il Lazio si inserisce in una dinamica più ampia di sottofinanziamento e ritardi nella prevenzione.
La sfida resta quella di rafforzare gli investimenti, ridurre i tempi degli interventi e migliorare la capacità di adattamento del territorio, per contenere gli impatti economici e sociali della crisi climatica.
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