
Entra ufficialmente in funzione la Zona Logistica Semplificata del Lazio, uno degli strumenti su cui la Regione punta per rafforzare la competitività del territorio, attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo industriale e logistico.
La misura riguarda 64 Comuni del Lazio e interessa in particolare i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, insieme alle rispettive piattaforme retroportuali e intermodali. Il nuovo assetto prevede agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e una governance dedicata per accompagnare la fase attuativa.
L’avvio della ZLS si inserisce nella strategia nazionale sulle aree logistiche semplificate e, nel caso del Lazio, punta a valorizzare il ruolo della regione come snodo nel sistema economico italiano e mediterraneo.
Tra i principali strumenti previsti figurano il credito d’imposta per gli investimenti produttivi, la riduzione dei tempi autorizzativi e un accesso più semplice agli strumenti pubblici di sostegno. La dotazione complessiva indicata è pari a 100 milioni di euro.
Durante la conferenza stampa è stato sottolineato che la ZLS è pensata per rendere il territorio più attrattivo in un contesto economico internazionale definito sempre più competitivo, intervenendo sia sul versante fiscale sia su quello procedurale.
Per le aziende già presenti nelle aree interessate e per quelle che intendono insediarsi, la ZLS mette a disposizione un insieme di misure concrete.
Sul piano amministrativo è previsto uno sportello unico dedicato, chiamato a coordinare autorizzazioni edilizie, urbanistiche, ambientali, logistiche e produttive. L’obiettivo è ridurre i tempi burocratici che spesso rallentano l’avvio dei cantieri e i programmi di ampliamento.
Sul fronte economico, il punto più rilevante è il credito d’imposta sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
L’agevolazione, secondo quanto illustrato nel materiale diffuso, può arrivare fino al 25% della spesa ammissibile per le grandi imprese e fino al 35% per le piccole e medie imprese.
Tra le spese che rientrano nel beneficio fiscale sono indicati: l’acquisto di nuovi macchinari e impianti; le attrezzature produttive; gli immobili strumentali e gli interventi di ampliamento; i nuovi siti produttivi all’interno della ZLS o in aree ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale.
Per accedere al beneficio, l’impresa deve verificare la propria localizzazione rispetto alla perimetrazione della ZLS e predisporre un progetto di investimento coerente con il Piano di Sviluppo Strategico.
Il progetto attribuisce un ruolo centrale al sistema portuale laziale e alla sua integrazione con i poli logistici e industriali del territorio.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare le filiere regionali, in particolare logistica, manifattura, ceramica, agroalimentare, chimica e meccanica, e migliorare l’integrazione tra porti, interporti e piattaforme logistiche.
Nel documento si insiste anche sul potenziamento dei collegamenti infrastrutturali, ferroviari e stradali, e sull’efficientamento dei servizi portuali e doganali, anche attraverso la digitalizzazione dei processi e la creazione di corridoi controllati.
La ricostruzione allegata alla conferenza stampa colloca l’avvio del percorso nel 2022, con la predisposizione del primo Piano di Sviluppo Strategico.
Dopo l’adozione del Dpcm n. 40 del 4 marzo 2024, la Regione ha aggiornato il Piano con la Dgr n. 797 del 15 ottobre 2024, che individuava una prima perimetrazione di 49 Comuni.
Successivamente, con la Dgr n. 1092 del 13 dicembre 2024, il numero dei Comuni è salito a 60. L’assetto definitivo è stato poi raggiunto con la Dgr n. 291 del 29 aprile 2025, che ha portato la configurazione finale a 64 Comuni.
Nel corso del 2025 il Piano è stato esaminato dalle amministrazioni statali competenti, in particolare Mef e Mit, fino all’adeguamento finale approvato con il decreto n. G13120 dell’11 ottobre 2025.
Il procedimento si è quindi concluso con il Dpcm di istituzione della ZLS del Lazio, firmato nel novembre 2025 e trasmesso alla Regione nel gennaio 2026.
Con l’istituzione della ZLS si è aperta la fase attuativa, che comprende l’attivazione degli strumenti operativi e della governance prevista.
Un passaggio ulteriore è arrivato con il Dpcm relativo al Comitato di indirizzo, firmato il 3 marzo 2026 e trasmesso alla Regione il 17 marzo 2026.
Il Comitato è presieduto dal presidente della Regione e ha funzioni di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti, per garantire l’attuazione unitaria del Piano di Sviluppo Strategico e l’avvio concreto delle misure di semplificazione e attrazione degli investimenti.
Tra gli obiettivi strategici associati alla ZLS, la Regione indica lo sviluppo di nuovi investimenti da parte delle piccole e medie imprese, l’attrazione di nuovi operatori economici, il rafforzamento dell’occupazione e la valorizzazione delle connessioni tra aree costiere e aree interne.
Nella presentazione vengono richiamati in particolare i settori dell’agroalimentare, dell’automotive, del farmaceutico, della chimica, del packaging, dei servizi, della nautica da diporto, della cantieristica navale, della grande distribuzione, del turismo e degli impianti di energia rinnovabile.
L’impianto complessivo punta anche a ricostruire una più forte identità marittima del Lazio e a consolidare il ruolo della regione nei flussi nazionali e internazionali di merci e passeggeri.
Sull’avvio della Zls del Lazio è intervenuto anche Marco Bertucci, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, che ha parlato di «un grande traguardo» e di «una opportunità enorme per i territori e per le imprese».
Bertucci ha richiamato in particolare «i crediti d’imposta per gli investimenti produttivi, tempi ridotti per le autorizzazioni e un accesso facilitato ai fondi pubblici per complessivi cento milioni di euro», definendoli strumenti utili a rendere il Lazio più competitivo.
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