Roma, 18 gennaio 2026
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Crans Montana, Manfredi Marcucci fuori dal coma: «Una speranza, ma con cautela»

Il 16enne romano è uscito dalla terapia intensiva. «Dove sono i miei amici?» le sue prime parole.

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Arrivano segnali incoraggianti per Manfredi Marcucci, il ragazzo romano di 16 anni rimasto gravemente ferito nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Dopo circa due settimane di coma farmacologico, il giovane ha ripreso conoscenza ed è stato trasferito fuori dalla terapia intensiva.

Ricoverato all’Ospedale Niguarda di Milano insieme ad altri feriti della tragedia, Manfredi è ora seguito nel reparto specializzato per le ustioni. Le sue condizioni restano serie, ma l’evoluzione clinica viene considerata un primo passo positivo nel lungo percorso di recupero.

Le prime parole e il ritorno alla coscienza

Al risveglio, Manfredi ha pronunciato frasi semplici ma che ovviamente rimandano a significati dolorosi, rivolgendosi ai genitori con domande legate alla quotidianità e alla scuola. Ha chiesto dei suoi amici, dei nonni e del fratello, mostrando un orientamento che i medici e la famiglia interpretano comunque come un segnale incoraggiante.

Il padre, Umberto Marcucci, ha spiegato che la famiglia guarda a questi progressi con grande prudenza: una speranza che inizia a farsi strada, ma accompagnata dalla consapevolezza della gravità delle ferite e della complessità delle cure ancora necessarie.

Il legame con la scuola e l’affetto dei compagni

Tra i pensieri del ragazzo, anche il ricordo della gita scolastica prevista proprio in questi giorni. Un dettaglio che ha colpito profondamente i genitori e gli amici, alcuni dei quali hanno voluto manifestare la loro vicinanza incontrando la famiglia durante il soggiorno a Milano, lasciando messaggi e pensieri di incoraggiamento.

La tragedia di Crans-Montana

Il bilancio drammatico dell’incendio della discoteca Le Constellation di Crans Montana, di proprietà dei coniugi Moretti, ora indagati, è di 47 vittime e ancora 80 ricoverati, tra cui diversi giovani italiani. Tra coloro che non sono sopravvissuti c’è anche Riccardo Minghetti, amico di Manfredi, la cui morte ha profondamente colpito la comunità romana.

Un cammino ancora lungo

Il trasferimento nel centro ustioni segna una nuova fase delle cure, che richiederanno tempo, attenzione specialistica e un percorso di riabilitazione complesso. La famiglia resta concentrata su ogni piccolo progresso, mantenendo un atteggiamento di grande cautela.

In un contesto segnato da una tragedia profonda, il risveglio di Manfredi rappresenta un segnale di speranza, nel rispetto di una vicenda che continua a lasciare un segno doloroso.

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