
Foto di Giacomo Zito
Il primo tassello della rinascita. Nel cuore del Parco della Caffarella prende forma il recupero del Casale della Vaccareccia, storico complesso agricolo immerso nel verde a due passi dal fiume Almone. Nella mattinata di giovedì 19 marzo è stato inaugurato il nuovo fienile, primo intervento completato di un più ampio progetto di riqualificazione. Al taglio del nastro, in assenza del sindaco Roberto Gualtieri, erano presenti l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, il presidente dell’VIII municipio Amedeo Ciaccheri e l’assessora all’Ambiente del VII municipio Estella Marino. Presenti anche numerosi comitati cittadini, che hanno espresso apprezzamento per lavori attesi da decenni.
Il fienile diventerà a breve un caseificio con laboratorio e punto vendita. Il bando per l’affidamento, in scadenza il 30 marzo, è rivolto a operatori già attivi nell’area, con criteri orientati alla produzione a chilometro zero. «Più chilometro zero di così è impossibile», ha sottolineato Alfonsi, spiegando che i prodotti saranno realizzati con il latte delle pecore che pascolano proprio nella Caffarella. L’obiettivo è rafforzare la vocazione agricola storica del sito, trasformandolo in un presidio produttivo oltre che culturale.
Proseguono intanto i lavori nel resto del complesso della Vaccareccia, edificio rinascimentale che include anche una torre medievale del XIII secolo. Il progetto complessivo, finanziato con oltre 4 milioni di euro, prevede la realizzazione di un ristorante, sale conferenze, una biblioteca e una foresteria con cinque stanze. Il cantiere è ancora a metà, ma l’obiettivo è completare l’intervento entro un anno, restituendo alla città un luogo simbolo rimasto per lungo tempo in stato di degrado.
Durante il sopralluogo è stato più volte ribadito il valore identitario della Vaccareccia, simbolo di una Roma agricola che rischiava di scomparire. «Ridare un ruolo all’agricoltura significa anche recuperare l’identità della città», è stato sottolineato dagli amministratori. Grande attenzione è stata posta anche agli aspetti ambientali: i materiali di risulta verranno in gran parte riutilizzati e saranno installati pannelli solari «mimetizzati», con colorazioni compatibili con il contesto storico per rispettare le indicazioni della Soprintendenza. Durante i lavori, inoltre, sono emersi affreschi nel portico d’ingresso, attualmente in fase di studio.
L’assessora Alfonsi ha voluto ringraziare i comitati per il lavoro svolto negli anni nella tutela dell’area, ricordando figure come Antonio Cederna e Giulio Carlo Argan, protagonisti delle prime battaglie per la salvaguardia del paesaggio romano. Roberto Federici, membro storico del Comitato per il Parco della Caffarella, ha ricostruito la lunga battaglia che ha portato alla tutela della Vaccareccia, partendo dall’esproprio della Caffarella avviato a tappe tra la fine degli anni Novanta e il 2005. Ha ricordato in particolare lo scontro con la Fondazione Gerini, che puntava a trasformare il complesso in un grande albergo affacciato sul parco, progetto poi bloccato grazie alla mobilitazione del Comitato, delle istituzioni locali e di iniziative pubbliche: «Noi abbiamo combattuto per anni perché la Vaccareccia non diventasse un mega albergo affacciato sulla Caffarella e siamo riusciti a bloccare quel progetto con una battaglia durissima, fatta di mobilitazione, atti istituzionali e iniziative pubbliche. Dopo il crollo del tetto, causato da un incendio, ottenemmo anche i fondi per mettere in sicurezza la struttura, evitando che andasse perduta. Oggi possiamo dire che quel percorso sta finalmente arrivando a compimento, perché grazie a questa amministrazione il recupero della Vaccareccia si sta realizzando e ci auguriamo che entro l’anno possa essere aperta al pubblico. Come Comitato abbiamo già consegnato una proposta all’assessore Alfonsi: immaginiamo questi spazi come luogo per sale riunioni e conferenze, aree di accoglienza e foresteria, ma anche come punto per visite guidate e attività culturali legate alla torre medievale e all’intero patrimonio della Caffarella».
Quello avviato alla Vaccareccia è dunque un intervento simbolico per la città: un recupero che unisce tutela del patrimonio, sostenibilità ambientale e rilancio dell’agricoltura urbana, restituendo alla comunità uno spazio storico destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per il territorio.
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