Roma, 11 gennaio 2026
Attualità

Bilancio Legambiente 2024, Roma tra le città più colpite da eventi climatici estremi: «Manca prevenzione»

La capitale nel 2024 ha affrontato allagamenti come quello dello scorso 4 settembre quando sono caduti sul centro storico più di 80 mm di pioggia per metro quadro, la stessa quantità che cade mediamente in un intero mese autunnale, esondazioni e danni alle infrastrutture

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Il 2024 si chiude con un bilancio drammatico per l’Italia sul fronte degli eventi climatici estremi e Roma si conferma tra le città più colpite, con 13 eventi estremi registrati nella provincia e 8 nella sola Capitale. Tra piogge torrenziali, siccità prolungata e temperature record, l'Italia intera ha registrato un aumento significativo di fenomeni distruttivi che hanno colpito in modo differente le varie regioni.

Il bilancio romano

La capitale nel 2024 ha affrontato allagamenti come quello dello scorso 4 settembre quando sono caduti sul centro storico più di 80 mm di pioggia per metro quadro, la stessa quantità che cade mediamente in un intero mese autunnale, esondazioni e danni alle infrastrutture, un segnale chiaro della crescente vulnerabilità del territorio. Tra le province, Roma condivide il secondo posto per numero di eventi con Ravenna, entrambe superate solo da Bologna, che guida la classifica con 17 episodi.

Quello italiano, i dati preoccupanti: Emilia Romagna regione più martoriata

Il centro Italia infatti, con 61 eventi complessivi, si colloca al terzo posto tra le macroaree più colpite, dietro al Nord (198 eventi) e al Sud (92). L’Emilia-Romagna è la regione più martoriata del Paese, con 52 eventi estremi, seguita dalla Lombardia (49), Sicilia (43), Veneto (41) e Piemonte (22).

In generale il 2024 sarà ricordato come l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale che ha superato per la prima volta la soglia di 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali. Gli effetti sono stati particolarmente evidenti nelle regioni montane, dove il ritiro dei ghiacciai ha subito un’accelerazione. In Piemonte, lo zero termico ha raggiunto un’altitudine di 5.206 metri, sfiorando il record del 2015.

La siccità ha avuto impatti devastanti anche sugli ecosistemi. Il lago Pergusa, in Sicilia, è stato ridotto a una pozza d’acqua, simbolo di un’estate caratterizzata da carenze idriche senza precedenti. Questo fenomeno è il risultato di un trend climatico in continua evoluzione, che richiede interventi urgenti.

Le critiche di Legambiente: «Mancano strategie di prevenzione»

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha criticato duramente l’assenza di azioni concrete da parte del governo Meloni: «In oltre due anni di attività, non è stata messa in campo alcuna strategia di prevenzione, con interventi mirati che permetterebbero di risparmiare il 75 per cento delle risorse spese per i danni post emergenza. Inoltre - ha poi concluso - non sono stati stanziati i finanziamenti necessari per le azioni prioritarie del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), fondi assenti anche nella legge di bilancio appena approvata».

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