
È entrato nel vivo il Viaggio della Memoria 2026 con la visita ai campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau, nella città polacca di Oświęcim. I 132 studenti romani, accompagnati da 19 docenti, hanno attraversato i luoghi simbolo della deportazione, riunendosi davanti al convoglio ferroviario fermo al binario di accesso al campo di Birkenau, punto di arrivo dei deportati durante la Seconda guerra mondiale. Qui ha preso avvio una giornata di visite e riflessioni che rappresenta il cuore del percorso educativo promosso da Roma Capitale e dalla Città metropolitana.
Ad accompagnare i ragazzi è stato lo storico Marcello Pezzetti, che ha illustrato il funzionamento del sistema di sterminio nazista. Dalla cosiddetta Judenrampe, la «rampa degli ebrei» dove avveniva la selezione, i deportati venivano divisi tra chi era destinato ai lavori forzati e chi veniva condotto direttamente alle camere a gas. «La percentuale era circa l’80 per cento alle camere a gas e il 20 per cento al lavoro», ha spiegato lo storico, ricordando come in alcuni casi interi convogli fossero destinati all’eliminazione immediata.
Nel corso della visita è intervenuto anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, presente davanti al vagone piombato simbolo della deportazione. «Solo venendo qui si ha la piena percezione dell’abisso di disumanità che la Shoah ha rappresentato», ha dichiarato, sottolineando come quel sistema sia stato reso possibile da un intreccio tra «normalità e bestialità”», con metodi burocratici e scientifici. Gualtieri ha ribadito il valore della memoria come fondamento della democrazia: «La nostra capacità di progredire nasce dalla sconfitta di quella barbarie e dal non smarrire il ricordo».
Nel suo intervento, il sindaco ha anche richiamato le responsabilità del fascismo, definendo la Shoah «una pagina buia della storia dell’umanità» che «è stata il risultato di scelte precise, quotidiane, con la complicità del fascismo che ha adottato le leggi razziali e collaborato allo sterminio», ha affermato, evidenziando come la memoria sia uno strumento indispensabile per evitare il ripetersi di simili tragedie.
La giornata è stata preceduta da un momento di riflessione con le sorelle Tatiana Bucci e Andra Bucci, sopravvissute alla deportazione, intervenute in collegamento per raccontare la loro esperienza. «Le guerre di oggi mi fanno paura, penso ai bambini», ha detto Tatiana Bucci, ricordando il trauma vissuto e la responsabilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni. Le due sorelle si salvarono perché coinvolte negli esperimenti del medico nazista Josef Mengele, che le scambiò per gemelle.
Durante il viaggio sono previsti anche momenti dedicati alle minoranze perseguitate dal nazifascismo. Accanto alla comunità ebraica, sono presenti rappresentanti della comunità rom e delle associazioni Lgbt+, per ricordare le vittime spesso escluse dalla narrazione storica. La coordinatrice capitolina per i diritti Lgbt+ Marilena Grassadonia ha sottolineato l’importanza di «restituire memoria e dignità agli stermini dimenticati», mentre il presidente del Circolo Mario Mieli, Mario Colamarino, ha parlato della necessità di «trasformare la memoria in impegno quotidiano».
Uno dei momenti più intensi si è svolto proprio alla Judenrampe, dove è stata deposta una pietra, secondo la tradizione ebraica, e una corona di fiori. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun e l’assessora capitolina Barbara Funari. Presente anche un rappresentante della comunità rom, che ha ricordato le vittime dello sterminio e le discriminazioni ancora oggi esistenti.
Nel corso della visita, Gualtieri ha ribadito l’impegno dell’amministrazione capitolina nelle politiche della memoria, confermando il proseguimento del progetto del Museo della Shoah di Roma. «Stiamo investendo molto su questo tema – ha spiegato – e oggi possiamo contare anche su un contributo finanziario del Governo per portare avanti il museo». Un progetto che si inserisce in un lavoro più ampio con le scuole e le istituzioni, per mantenere viva la memoria della Shoah e trasmetterla alle nuove generazioni.
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