Roma, 19 marzo 2026
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Vasari e Roma: l’inventore della «Maniera Moderna» in mostra ai Musei Capitolini

Ai Musei Capitolini la mostra «Vasari e Roma» racconta il legame tra l’artista e la città eterna. Oltre 70 opere a Palazzo Caffarelli dal 20 marzo al 19 luglio 2026

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Vasari e Roma

Vasari e Roma

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026 i Musei Capitolini ospitano a Palazzo Caffarelli la mostra «Vasari e Roma», un’esposizione che ricostruisce il rapporto tra Giorgio Vasari e la città eterna, fondamentale per la sua formazione e carriera. In mostra oltre 70 opere tra dipinti, disegni e documenti che testimoniano come Roma sia stata la prima officina creativa dell’artista aretino.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione è organizzata con MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. La curatela è affidata ad Alessandra Baroni, mentre il catalogo è edito da Gangemi.

Il legame tra Vasari e la città dei papi

Il percorso espositivo ripercorre i soggiorni romani di Vasari, mettendo in luce il suo ruolo di pittore, architetto e autore delle celebri «Vite». Roma emerge come crocevia decisivo per lo sviluppo della sua visione artistica e intellettuale, anche grazie al confronto con modelli come Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti.

Accanto alla produzione artistica, la mostra racconta il ruolo di Vasari come interprete della vita culturale del Cinquecento, capace di documentare un’epoca attraverso un’opera che ancora oggi rappresenta un riferimento per la storia dell’arte.

Le opere e i prestiti internazionali

Grazie a importanti prestiti da istituzioni italiane e straniere, il percorso presenta una selezione ampia e articolata. Tra le opere esposte spiccano la «Resurrezione» realizzata con Raffaellino del Colle, la «Resurrezione di Cristo» e il «Ritratto di gentiluomo».

Di rilievo anche la «Natività», nota come «Notte di Camaldoli», e l’«Orazione nell’Orto», oltre all’«Annunciazione» proveniente dal museo ungherese Móra Ferenc di Szeged.

Le sezioni della mostra

L’esposizione si articola in quattro sezioni che seguono la cronologia dei soggiorni romani dell’artista. Si parte dagli anni Trenta del Cinquecento con lo studio dell’antico e dei modelli rinascimentali, fino alle grandi imprese decorative in Vaticano, tra cui la Sala Regia.

Il racconto evidenzia anche il ruolo dei mecenati e dei pontefici, da Paolo III a Giulio III fino a Pio V, che sostennero la carriera di Vasari contribuendo alla sua affermazione nella scena artistica romana.

Le dichiarazioni

«Senza il ruolo di Giorgio Vasari, come artista e primo storico dell’arte moderna con il suo “Le vite”, un trattato moderno e organico sulle vite degli artisti vissuti tra Duecento e Cinquecento, da Cimabue a Michelangelo Buonarroti, non avremmo avuto la Roma rinascimentale che conosciamo», ha dichiarato Massimiliano Smeriglio.

«“Vasari e Roma”, come recita il titolo di questa straordinaria mostra, testimonia la capacità dell’artista e intellettuale, Giorgio Vasari, di mettere in contatto le esperienze artistiche più importanti e di trasformare la sua esperienza romana in un passaggio centrale per la vita professionale anche di altri artisti».

Sulla stessa linea Pietro Folena: «Non poteva quindi mancare questo appuntamento, che permette di riconoscere il posto di primo piano che Giorgio Vasari riveste nella storia dell’arte di Roma e dell’intero Rinascimento».

Un protagonista della «Maniera Moderna»

La mostra restituisce il profilo di un artista immerso nelle dinamiche culturali del suo tempo, capace di interpretare la «Maniera Moderna» attraverso un dialogo continuo tra architettura, pittura e scultura.

Un percorso che, tra opere, documenti e apparati multimediali, racconta come Roma abbia rappresentato per Vasari non solo un luogo di lavoro, ma il centro propulsivo della sua visione artistica e teorica.

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