
Si è svolto martedì 3 marzo nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” il convegno “Sana e Salva – Quando lo sport salva la vita”, promosso dal senatore Marco Scurria con il patrocinio del Senato della Repubblica. L’incontro è stato dedicato al tema della prevenzione della violenza di genere, con un focus sulla tutela dei diritti delle donne e sul ruolo dello sport nel benessere psicofisico.
Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il progetto “Sana e Salva – Quando lo sport salva la vita”, nato con l’obiettivo di creare una rete nazionale di protezione e supporto alle donne. Il progetto coinvolge istituzioni, associazioni e realtà sportive con l’intento di promuovere l’attività sportiva come strumento di libertà e di rinascita.
L’iniziativa è realizzata grazie alla partnership tra il Movimento Sportivo Popolare Italia e Salute Plus APS, ente del Terzo Settore impegnato nella promozione della prevenzione socio-sanitaria e nella tutela delle fasce più fragili. Nell’ambito del progetto saranno offerti servizi gratuiti di ascolto psicologico attivi 24 ore su 24 e assistenza legale.
Il Movimento Sportivo Popolare Italia, ente riconosciuto dal Coni e dal Ministero dell’Interno, opera da oltre cinquant’anni nella diffusione dello sport come strumento di inclusione, educazione e salute sociale. Attualmente conta oltre un milione di tesserati e circa cinquemila associazioni affiliate su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni, centri antiviolenza e associazioni sportive, utilizzando lo sport come spazio di empowerment e di crescita personale.
Simbolo del progetto è l’“Ombrello Rosa”, che sarà distribuito in tutta Italia – nelle scuole, nelle palestre, nelle piazze, nei teatri e negli ospedali – come segno di protezione e vicinanza. Su ogni ombrello saranno riportati i contatti SOS e il messaggio di MSP Italia – WMN 3.2 e Salute Plus APS: «Nessuna donna deve sentirsi sola, mai».
Prima dell’incontro al Senato, in Piazza della Minerva si è svolta una passeggiata simbolica alla quale hanno partecipato istituzioni e rappresentanti delle associazioni, tutti con gli ombrelli rosa aperti. Un gesto che ha inaugurato un percorso nazionale finalizzato a diffondere la cultura della prevenzione e della solidarietà.
L’ombrello aperto diventa così un segno riconoscibile di protezione: uno scudo simbolico che richiama l’idea di sostegno e vicinanza. Il colore rosa, tradizionalmente associato all’universo femminile, rafforza il valore identitario dell’iniziativa.
Durante il convegno è stata inoltre presentata ufficialmente la Consulta nazionale del Movimento Sportivo Popolare Italia, presieduta dal senatore Marco Scurria. L’organismo avrà il compito di elaborare linee guida e iniziative strategiche per rafforzare la promozione sportiva e sociale, traducendo i valori dello sport in azioni concrete a tutela della persona.
Aprendo l’incontro, Scurria ha dichiarato: «Questa iniziativa dimostra come lo sport possa essere uno straordinario strumento di inclusione, coesione e crescita sociale. In un momento storico segnato da divisioni, vogliamo rilanciare i valori autentici dello sport: rispetto, solidarietà e partecipazione».
Tra gli interventi istituzionali, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha sottolineato il valore educativo dello sport: «Lo sport non è solo competizione, ma educazione al rispetto e alla responsabilità. Insegna ai giovani a mettersi in gioco, a migliorarsi e a confrontarsi lealmente con gli altri».
Il senatore Lucio Malan ha parlato dello sport come «una straordinaria scuola di vita», capace di trasmettere «rispetto di sé e degli altri».
Per la senatrice Daniela Sbrollini, segretaria della Presidenza del Senato e presidente della Italian Wellness Alliance, «lo sport non ha colore politico: è uno strumento trasversale per difendere la dignità della persona, prevenire violenza e discriminazione e creare reti di protezione sociale».
La senatrice Elena Murelli ha evidenziato il ruolo dello sport anche nelle scuole: «Può diventare un presidio contro il disagio giovanile, insegnando a gestire lo stress e ad affrontare le difficoltà».
Nel corso del convegno sono intervenuti anche i promotori del progetto. Il presidente nazionale di MSP Italia, Gian Francesco Lupattelli, ha definito “Sana e Salva” «non soltanto un’iniziativa di sensibilizzazione, ma un richiamo alla responsabilità delle istituzioni nel garantire la piena tutela dei diritti e della dignità delle donne».
Cristina De Simone, responsabile del progetto, ha spiegato che l’obiettivo è «coniugare sport, donne e istituzioni per creare una rete in cui la violenza di genere trovi una risposta che comprenda difesa, protezione, tutela e rinascita».
Barbara Eboli, responsabile crowdfunding del progetto, ha raccontato la propria esperienza personale: «Un medico mi consegnò una prescrizione insolita: nessun farmaco, solo un invito — “Ricomincia a fare sport”. È stata una delle terapie più efficaci che abbia mai seguito».
Arianna Tarquini, presidente di Salute Plus APS, ha sottolineato l’importanza delle azioni concrete: «Offriamo supporto psicologico e legale gratuito alle donne vittime di violenza e promuoviamo lo sport come strumento di rinascita e autonomia».
Nel corso dell’incontro è stato inoltre approfondito il ruolo dell’attività fisica come strumento di prevenzione primaria e di supporto nei percorsi di recupero post-trauma. Studi scientifici indicano che la pratica sportiva regolare può contribuire a ridurre ansia e depressione, rafforzare resilienza e autostima e migliorare la percezione di sicurezza personale. Sul piano medico-preventivo, l’attività fisica è associata anche a una riduzione della mortalità complessiva e a un minor rischio di tumore al seno.
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