Roma, 24 febbraio 2026

Parco Edoardo Valentini a San Paolo: «Uno scempio nel cuore di Roma»

Degrado nel parco Edoardo Valentini, situato tra via Galba e via Giustiniano Imperatore. La gestione dell'area verde spetterebbe ai “Pup”, Piano Urbano Parcheggi, che si trovano nei pressi del parco

di Rebecca ManganaroULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Parco Edoardo Valentini a San Paolo: «Uno scempio nel cuore di Roma»

Una montagna di bottiglie di birra abbandonate, gli arredi devastati, la brutta frequentazione, la paura di passarci e di inciampare su qualche vetro. Il parco Edoardo Valentini in zona San Paolo, inaugurato nel 2019 dall'ex sindaca Virginia Raggi, è uno scempio nel cuore di Roma. Ridotto a discarica e teatro di episodi violenti.

(La Capitale)

Oggi La Capitale si è recata sul posto per capire la situazione e sentire le testimonianze dei cittadini.

«È uno scempio, un vero degrado», affermano i residenti di via Costantino, che abitano alle spalle del parco e si affacciano quotidianamente sul deterioramento che da sempre contraddistingue questa area verde. «È sempre stato così - continuano -, anche il nostro amministratore di condominio ha più volte fatto i reclami. L'erba cresce e diventa secca, è partito pure un incendio una volta».

C'è parecchia confusione e non è chiaro ai cittadini a chi spetta ripristinare la situazione di questo parco.

Claudio Mannarino, assessore alle Politiche Ambientali, Gestione Rifiuti, Tutela e Promozione del Tevere e dell'Almone, ci ha spiegato la storia del parco Edoardo Valentini.

La verità sul parco

«Sono stati realizzati inizialmente i parcheggi, i cosiddetti “Pup” (Piano Urbano Parcheggi) e come opera a scomputo è stato realizzato poi il giardino sopra, quindi la competenza e la gestione è dei proprietari dei parcheggi. Per passare come proprietà del Comune devono essere fatti i lavori di ripristino da parte dei condomini (i Pup, ndr). Dovrebbero rimettere le panchine, le alberature, l'impianto di irrigazione...».

«Anche se è scaduto il tempo di convenzione dei proprietari - spiega Mannarino -, fino a quando non viene rispettata questa procedura del ripristino, la gestione rimane in carico a loro. Il problema - conclude - è che questa situazione può andare avanti fino all'infinito se loro non aggiustano il tiro e non permettono di avviare le procedure per il passaggio di competenze».

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