
Dopo oltre sei secoli, Roma riporta in vita una delle tradizioni più antiche della sua storia culturale: l’incoronazione dei poeti in Campidoglio. La cerimonia si è svolta nella Sala Giulio Cesare, restituendo attualità a un rito che affonda le radici nella classicità e nel Medioevo.
Protagonista dell’edizione 2026 è Valerio Magrelli, tra le voci più autorevoli della poesia italiana contemporanea, che ha ricevuto la corona d’alloro, diventando idealmente erede di Francesco Petrarca, incoronato proprio sul Campidoglio l’8 aprile del 1341.
Accanto a Magrelli è stato premiato anche il giovane poeta Mattia Tarantino, 25 anni, direttore del giornale «Inverso», riconosciuto come una delle voci emergenti più interessanti del panorama contemporaneo.
L’iniziativa, promossa dalla Federazione Aut-Autori, si propone non solo come recupero storico, ma come gesto culturale capace di dialogare con il presente, valorizzando sia le figure affermate sia le nuove generazioni.
Nel corso della cerimonia, Magrelli ha sottolineato come l’essere autore rappresenti «un impegno intellettuale, creativo e morale», evidenziando la necessità di una scelta consapevole nella fruizione culturale, in un contesto segnato da una crescente produzione di contenuti.
Il poeta ha richiamato anche un celebre episodio di Charles Baudelaire, quello della perdita dell’aureola, come metafora della fragilità delle certezze nella modernità: «Le corone restano simboli temporanei, ma capaci di dare significato e ispirazione».
Durante l’evento, interventi istituzionali e culturali hanno ribadito il valore della poesia come strumento di conoscenza e interpretazione della realtà. In un’epoca segnata dalla velocità e dall’uso crescente delle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, è emersa con forza l’idea che la creatività umana resti centrale.
La rinascita dell’incoronazione dei poeti si inserisce così in un più ampio percorso di rilancio culturale della Capitale, con l’obiettivo di restituire centralità alla parola poetica e promuovere un dialogo tra generazioni.
L’ambizione degli organizzatori è quella di trasformare l’iniziativa in un appuntamento stabile, capace di consolidare il ruolo di Roma come punto di riferimento per la poesia contemporanea, anche in chiave europea.
L’alloro torna così a essere il simbolo di un riconoscimento culturale che guarda al passato, ma soprattutto al futuro della produzione letteraria.
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