Roma, 3 gennaio 2026
Cronaca di Roma

Rivolta nell'istituto minorile di Casal del Marmo: 18 ragazzi barricati nella sala medica

Le autorità sono state allertate e hanno attivato un intervento di emergenza per gestire la situazione

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Non cessano le rivolte nel carcere di Casal del Marmo, dopo a partire dalle 13 di oggi è stato dato il via ad una nuova rivolta durante la quale un gruppo di giovani detenuti ha preso parte a una barricata nella sala medica dell'istituto, dopo aver dato fuoco a materassi e danneggiato alcuni locali del carcere. Le autorità sono state allertate e hanno attivato un intervento di emergenza per gestire la situazione. I carabinieri hanno circondato l'istituto e sul posto stanno intervenendo due squadre del reparto mobile. Presenti anche 118 e i vigili del fuoco.

La situazione degli istituti penitenziari, il caso di Casal del Marmo

Il carcere Ipm Casal del Marmo è ancora al centro dell'attenzione per via dei disordini che da mesi animano i rapporti tra i detenuti e la polizia penitenziaria. Da tempo i sindacati denunciano la situazione del carcere che diventa sempre più delicata. L'appello è alle istituzioni, invitate a prendere provvedimenti nei confronti dell'insostenibile condizioni di molte carceri italiane e romane attanagliate da problemi di sovraffollamento, suicidi e disordini interni.

«A una settimana esatta dalla triplice evasione dal Beccaria di Milano, dunque, ancora tensioni e disordini nelle carceri minorili e ancora a Casal del Marmo, dove non si è certo nuovi a simili episodi. Cosa farà adesso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità? Avvicenderà il comandante della Polizia penitenziaria (peraltro assegnato provvisoriamente solo qualche giorno fa) e affiancherà il direttore con altro funzionario come al Beccaria?», domanda Gennarino De Fazio, segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria.

«Quanto sta avvenendo nei penitenziari, anche per minorenni, certifica la crisi del sistema e il fallimento complessivo della sua organizzazione e gestione. Crisi che non è affrontabile percorrendo scorciatoie e con la ricerca di capri espiatori. Speriamo che anche questi ennesimi disordini possano rientrare senza conseguenze irreparabili. Temiamo, tuttavia, che in mancanza di interventi seri ed urgenti, non potrà andare sempre così», conclude De Fazio.

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