Roma, 7 aprile 2026
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Ponte Mammolo, due giovani sequestrati e picchiati per un presunto debito: tre arresti

I due ragazzi sarebbero stati attirati in un appartamento, aggrediti e costretti a fuggire dal balcone al quinto piano

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 4'
Ponte Mammolo, due giovani sequestrati e picchiati per un presunto debito: tre arresti

A Ponte Mammolo due giovani sarebbero stati sequestrati e picchiati in un appartamento per un presunto debito di 3.600 euro. Per questa vicenda i carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato tre uomini romani di 34, 30 e 52 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione distrettuale antimafia.

I tre sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate e detenzione illegale di armi.

Il sequestro nell’appartamento di via Giovanni Palombini

L’indagine è partita lo scorso 23 febbraio, dopo una chiamata d’emergenza che aveva segnalato la presenza di due giovani bloccati sul balcone di un palazzo in via Giovanni Palombini.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la prima vittima, un 19enne nato a Roma da famiglia straniera, sarebbe stata attirata nell’abitazione con un pretesto. Una volta entrato, il giovane sarebbe stato immediatamente immobilizzato con del nastro isolante e, sotto la minaccia di una pistola e dopo essere stato violentemente percosso, sarebbe stato costretto a telefonare a un amico, un 22enne nato a Roma, chiedendogli di raggiungerlo con urgenza nello stesso appartamento.

Anche il secondo giovane, sempre secondo l’impianto accusatorio, sarebbe così finito nella stessa trappola.

Le violenze e la fuga dal quinto piano

Una volta riuniti nell’abitazione, entrambi i ragazzi sarebbero stati brutalmente aggrediti, anche con il calcio di una pistola, nel tentativo di estorcere loro la somma di 3.600 euro, ritenuta legata a un presunto debito per il danneggiamento di un’auto a noleggio.

Il pestaggio si sarebbe interrotto solo quando i due giovani sono riusciti a sottrarsi al controllo dei loro aggressori, scavalcando la balaustra del balcone al quinto piano e raggiungendo l’appartamento vicino, dal quale hanno poi chiesto aiuto.

Determinante l’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che hanno tratto in salvo i due ragazzi, poi trasportati in ospedale per le gravi ferite riportate.

Gli elementi raccolti dai Carabinieri

Nel corso delle perquisizioni nell’abitazione, i militari hanno rinvenuto elementi ritenuti indiziari della pianificazione dell’agguato, tra cui passamontagna, fascette stringicavo, nastro adesivo e diverse tracce ematiche.

In base a quanto riferito dai carabinieri, i riconoscimenti fotografici e le testimonianze raccolte hanno consentito di delineare un quadro indiziario sul ruolo dei tre presunti complici e sull’uso di un’arma da fuoco durante l’aggressione.

Le misure cautelari

Durante l’esecuzione dell’ordinanza, uno dei destinatari della misura avrebbe opposto attiva resistenza ai militari, procurandosi lievi ferite prima di essere bloccato.

Dopo le cure mediche all’ospedale Sandro Pertini, l’uomo è stato condotto nel carcere di Regina Coeli. Gli altri due indagati sono stati invece sottoposti agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

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