
Una partita amichevole che diventa manifesto civile, un campo da calcio che si trasforma in terreno d’impegno sociale. È accaduto ieri, giovedì 15 maggio, al Training Center della Ss Lazio, dove la prima squadra femminile ha affrontato la Nazionale Italiana Parlamentari in un incontro simbolico, tutto dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne e alla promozione della parità di genere.
Al centro della giornata, il progetto «Noi ci mettiamo la faccia, non le mani», uno slogan chiaro e diretto, che rifiuta ogni forma di sopraffazione e invita a schierarsi – con coraggio – dalla parte del rispetto e dei diritti.
A guidare la squadra parlamentare in campo, l’Onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere: «Volevamo uno strumento concreto di sensibilizzazione e lo sport si è rivelato perfetto. Il progetto è nato nei campi della Serie D veneta e ha raccolto un’adesione straordinaria: oltre cento club coinvolti, centinaia di ragazzi attivi nella promozione di una nuova cultura del rispetto».
Semenzato ha ribadito il ruolo dello sport non solo come momento di aggregazione, ma anche come canale privilegiato per la prevenzione: «La Commissione ha inserito lo sport tra i punti chiave dell’inchiesta proprio per il suo potenziale educativo e sociale. Giocare con la Lazio Women significa dare voce a un impegno che non si ferma».
A sottolineare il valore pedagogico del gesto sportivo anche l’On. Jacopo Morrone, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare Nazionale Italiana Parlamentari: «Nel gioco di squadra si impara a cooperare, ad ascoltarsi, a lottare per un obiettivo comune. Ecco perché iniziative come questa vanno sostenute. Non sono solo simboliche, ma parlano direttamente ai più giovani e promuovono la cultura del rispetto e della non violenza».
Particolarmente significativa la presenza della presidente della Fondazione Ss Lazio 1900, Cristina Mezzaroma, che ha voluto evidenziare il ruolo delle istituzioni sportive nella costruzione di una società più giusta: «Viviamo ancora in una realtà segnata da episodi intollerabili di violenza contro le donne. La nostra Fondazione è da sempre impegnata nella promozione di valori autentici come il rispetto, l’educazione e la solidarietà. Oggi più che mai, lo sport deve farsi portavoce di questi ideali».
A chiudere la giornata, la voce del campo, quella di Eleonora Goldoni, che ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa: «È bello e significativo chiudere la nostra stagione in questo modo, con un progetto che rappresenta simbolicamente la nostra battaglia quotidiana contro la violenza di genere. Il calcio è uno strumento potente per trasmettere valori importanti e poter essere parte attiva di questa iniziativa ci ci rende orgogliose».
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