
«L'Italia è antifascista, Castel Gandolfo è antifascista». Queste le ferme e determinate parole con cui il sindaco del comune della cittadina laziale ha commentato la notizia, documentata da alcuni video e da testate nazionali, secondo cui l'uscita di una coppia di sposi dalla parrocchia Pontificia San Tommaso da Villanova, dove era stato appena celebrato il rito religioso, è stata accolta con cori che inneggiavano al fascismo.
La condanna del sindaco Alberto De Angelis e dell'amministrazione comunale di Castel Gandolfo è stata dura. «Ce lo ricordano la nostra Costituzione e la nostra storia», ha continuato il primo cittadino. «Castel Gandolfo è da sempre legata a valori di pace, fratellanza, accoglienza e democrazia, come racconta la sua storia legata a quella dei Papi. E la nostra piazza della Libertà ne è il simbolo per eccellenza».
Sulle note di faccetta nera e saluti fascisti. Così il rito sotto la pioggia di Castel Gandolfo, in piazza della della Libertà, si trasforma in una parata ultras. «I fatti di ieri ci impongono anche una riflessione su quanto fatto nella nostra comunità e sull'impegno che dobbiamo mettere nel difendere la democrazia. Fa male leggere che il nome della nostra città sia associato al fascismo e a inqualificabili atti nostalgici», concludono dall'amministrazione.
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