
Si è concluso con quattro patteggiamenti e due rinvii a giudizio il primo segmento dell'indagine sui maltrattamenti, le torture e le violenze commesse all’interno del centro di educazione motoria della Croce Rossa. L’inchiesta ha portato alla luce violenze perpetrate da alcuni operatori nei confronti degli ospiti della struttura di via Ramazzini.
Nel mese prossimo, quattro dipendenti indagati compariranno davanti al giudice con rito abbreviato, mentre due altri accusati hanno scelto di affrontare il processo ordinario e sono stati rinviati a giudizio. Due degli imputati, accusati di maltrattamenti, hanno patteggiato una pena di due anni di reclusione. Per le quattro persone accusate di torture, attualmente agli arresti domiciliari, il gip ha concesso il patteggiamento a quattro anni di reclusione.
L'inchiesta è partita nell’aprile 2023, quando le forze dell’ordine hanno iniziato a monitorare la struttura, piazzando telecamere nascoste per raccogliere prove. Le indagini sono state avviate dopo diverse segnalazioni da parte di utenti e vertici della Croce Rossa, preoccupati per i sospetti di maltrattamenti. Le immagini restituite dalle telecamere hanno mostrato una serie di violenze inaccettabili, descritte negli atti come una «galleria degli orrori».
Le intercettazioni parlano chiaro: «Ti tiro una sedia dietro la testa, scemo. Ti rompo le caviglie. Ti scannerò per tutta la notte», o ancora: «Divento una bestia animale...peggio di quello che hai visto fino a mo’! Divento un diavolo, vuoi vedere il diavolo? Allora mangia tutto». Le violenze documentate includono episodi di pazienti legati a sedie a rotelle, picchiati e persino minacciati di morte, con l'agghiacciante frase: «tu morirai questa sera».
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