Roma, 7 marzo 2026
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«La musica di mio padre Piero continua a vivere nelle nuove generazioni». Intervista a Elisabetta Umiliani

Elisabetta Umiliani racconta l’eredità musicale del padre Piero Umiliani al Roma Film Music Festival: dai campionamenti nella musica contemporanea alle nuove collaborazioni con artisti come Joan Thiele.

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
«La musica di mio padre Piero continua a vivere nelle nuove generazioni». Intervista a Elisabetta Umiliani

Nel programma della quinta edizione del Roma Film Music Festival un posto centrale è dedicato al centenario di Piero Umiliani, tra i più importanti compositori italiani per il cinema e autore dell’iconico brano Mah Nà Mah Nà. Concerti, incontri e una mostra immersiva celebrano l’eredità artistica del Maestro, la cui musica continua ancora oggi a influenzare artisti di tutto il mondo.

In questa intervista, la figlia Elisabetta Umiliani racconta il rapporto tra la musica del padre, e la scena contemporanea, dai campionamenti nella musica elettronica e hip hop fino alle nuove collaborazioni con artisti italiani.

Quanto è importante oggi un festival come il Roma Film Music Festival per raccontare e valorizzare la musica di suo padre?

L’importanza di questo festival sta anche nel fatto che la musica di mio padre continua a vivere nella musica contemporanea. Artisti molto diversi tra loro la utilizzano e la reinterpretano: da Joan Thiele a Loyle Carner, per esempio.

Papà è uno degli artisti più campionati in assoluto proprio perché, grazie alla sua indipendenza artistica, ha potuto creare una serie di library music in cui ha esplorato tantissimi generi diversi. Questo patrimonio sonoro ha poi ispirato moltissimi musicisti.

All’inizio questo avveniva in modo, diciamo, “illegale”, tra virgolette: si prendevano ispirazioni e campionamenti senza riconoscerne la provenienza. Oggi invece c’è molto più ordine. Gli artisti sono diventati più consapevoli dell’importanza di riconoscere e dare credito a chi li ha ispirati, da cui traggono piccoli campionamenti che poi rielaborano e inseriscono nelle nuove opere.

Quanto è importante, per voi, che questi campionamenti continuino?

Per noi è molto importante. È un modo per espandere il catalogo, ma anche per attualizzare i brani di papà, renderli più noti alle nuove generazioni.

Spesso succede che i ragazzi ascoltino prima il brano contemporaneo e poi, incuriositi, vadano a cercare l’originale da cui è stato tratto il campionamento. Questo crea un ponte tra epoche diverse.

Ci sono artisti contemporanei che l’hanno colpita particolarmente?

Non ho mai avuto il piacere di conoscere personalmente Loyle Carner, ma è un artista che amo moltissimo. In uno dei suoi brani ha utilizzato una musica di papà - credo fosse Ricordandoti - nel pezzo Ain’t Nothing Changed.

Poi c’è stata Joan Thiele, che nel panorama italiano mi è piaciuta tantissimo. È una ragazza giovane e quando è andata al Festival di Sanremo ha avuto una bellissima vetrina per farsi conoscere.

Con lei abbiamo iniziato una bella collaborazione, sia dal punto di vista personale sia professionale. Ha preso ben quattro brani dal nostro catalogo, li ha rielaborati e inseriti nel suo LP.

In che modo tutto questo contribuisce a mantenere viva l’eredità artistica di suo padre?

I campionamenti, secondo noi, sono fondamentali per continuare l’opera di un artista, soprattutto quando è scomparso da tanti anni. Ricordiamoci che questo non è solo il centenario della nascita, ma anche il venticinquesimo anniversario della morte di papà.

È quindi un doppio anniversario. Naturalmente abbiamo scelto di celebrare quello più gioioso, cioè il compleanno. Però venticinque anni sono tanti.

Il fatto che la sua musica sia ancora oggi così presente ci dà un’enorme soddisfazione. Sentire, per esempio, i Calibro 35 che fanno nuovi arrangiamenti delle sue composizioni - più che campionarle, le reinterpretano - e le portano nei loro concerti è davvero emozionante.

Oppure ascoltarle nei live di artisti come Joan Thiele. In quei momenti il cuore batte forte: è bellissimo vedere come la musica di papà continui a vivere.

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