Roma, 24 febbraio 2026

La madre di Cecilia Sala a colloquio con Meloni: «Non solo rassicurazioni, ma risposte concrete. Era quello che volevo»

Elisabetta Vernoni esprime preoccupazione per le condizioni di detenzione della figlia, ma ribadisce fiducia nell’impegno del Governo per la sua liberazione

di Rebecca ManganaroULTIMO AGGIORNAMENTO 1 anni fa - TEMPO DI LETTURA 2'
La madre di Cecilia Sala a colloquio con Meloni: «Non solo rassicurazioni, ma risposte concrete. Era quello che volevo»

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 2 gennaio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la giornalista italiana detenuta nel carcere di Evin a Teheran. In un colloquio separato, Meloni ha avuto modo di parlare anche con Renato Sala, padre della reporter, per ribadire la priorità del Governo sul caso.

«Servono decisioni importanti»

Al termine dell’incontro, Elisabetta Vernoni ha espresso la propria preoccupazione per le condizioni di detenzione della figlia. «Si è parlato di cella singola, ma non esistono celle singole in quel carcere: ci sono solo celle comuni o di punizione», ha precisato. La madre della giornalista ha chiesto garanzie su un trattamento dignitoso, ma soprattutto un impegno deciso per il rimpatrio della figlia: «Non chiedo tempi, so che sono realtà particolari, ma servono decisioni importanti».

Vernoni ha riconosciuto un cambio di passo nelle parole della premier. «Meloni è stata più precisa e puntuale. Questo era ciò di cui avevo bisogno ed è quello che ho avuto», ha dichiarato, esprimendo soddisfazione per l’incontro.

Palazzo Chigi: «Obiettivo liberazione immediata»

In una nota diffusa successivamente, Palazzo Chigi ha confermato che il Governo italiano sta lavorando per ottenere la liberazione immediata di Cecilia Sala. Nel frattempo, l’impegno è rivolto a garantire che le condizioni di detenzione rispettino la dignità umana.

La madre ha riferito di aver parlato per l’ultima volta con Cecilia mercoledì primo gennaio. Durante la telefonata, la giornalista le ha descritto le difficoltà quotidiane in carcere: «Non ha un materasso, solo due coperte», ha raccontato Vernoni. Quella di ieri è stata la seconda chiamata dall’arresto, la prima era stata una breve comunicazione per informare del fermo.

«Fiducia e rispetto per il lavoro del Governo»

Nonostante le difficoltà, Elisabetta Vernoni ha ribadito la sua fiducia nell’operato delle istituzioni italiane: «So che stanno lavorando. Io, come Cecilia, mi sento un pò un soldato. Aspetto e rispetto quello che stanno facendo».

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