
La cerimonia nel luogo delle origini. La S.S. Lazio festeggia 126 anni dalla fondazione e lo fa rinsaldando il legame con la propria storia. Al Parco dei Daini di Villa Borghese, uno dei primi campi da calcio utilizzati dal club nei primi anni del Novecento, è stata svelata una targa commemorativa dedicata all’anniversario. Un luogo simbolico per i colori biancocelesti, scelto per ricordare le radici della società e il suo rapporto storico con la città.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente Claudio Lotito, i calciatori Mattia Zaccagni e Danilo Cataldi, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. Un parterre istituzionale che ha trasformato l’evento celebrativo anche in un momento di confronto sul futuro del club e, in particolare, sul tema dello stadio Flaminio.
A margine della cerimonia, il patron biancoceleste ha confermato l’avanzamento del progetto per il nuovo stadio: «Stiamo lavorando per il Flaminio, speriamo di coronare questo sogno, siamo alle battute finali della presentazione della documentazione».
Lotito ha poi sottolineato il valore storico e culturale della società: «Sento la responsabilità di un secolo di storia, sono il presidente più longevo della Lazio e spero di ripercorrere le orme di alcuni miei illustri predecessori. Il calcio non è solo risultato sportivo ed economico: vogliamo essere un punto di riferimento per la città ed educare i giovani ai valori di un tempo».
Rivendicando l’unicità del club, il presidente ha aggiunto: «La stragrande maggioranza delle squadre non ha la nostra storia. Siamo l’unica società che è ente morale e speriamo di lasciare una traccia indelebile».
Durante l’evento è intervenuto anche Lollobrigida, che ha rimarcato l’importanza del progetto: «C’è un’esigenza strategica per questa città di avere un campo dedicato alla Lazio. Il Flaminio è un luogo in cui da ragazzi abbiamo respirato momenti eccezionali legati alla nostra tradizione». Il ministro ha espresso l’auspicio che «il sindaco e il presidente della Regione abbiano la possibilità di sviluppare il progetto il più velocemente possibile».
Il presidente Rocca ha definito «un onore» poter accompagnare la società «nel suo radicamento, legato indissolubilmente alla storia del territorio e della città». Sul futuro dello stadio ha assicurato: «La garanzia è che ci sarà un accompagnamento trasparente e rapido per dare una nuova casa ai tifosi della Lazio».
Soddisfazione anche da parte del primo cittadino, che ha accolto positivamente l’annuncio di Lotito: «Il presidente sta per presentare il completamento della documentazione necessaria per far partire l’iter. Siamo soddisfatti e contenti di questo passaggio importante per il bene della città». Il sindaco ha chiarito che, una volta ricevuti gli atti, «saranno valutati con grande cura, attenzione e interesse, con lo spirito di auspicare che anche la Lazio e i suoi tifosi abbiano una nuova casa».
Gualtieri ha infine ricordato il valore simbolico del luogo scelto per la celebrazione: «Questo parco è stato il primo luogo in cui la Lazio ha giocato per alcuni anni». Il sindaco ha inoltre apprezzato il percorso avviato dal club con le istituzioni «per l’adozione del parco, contribuendo alla cura, alla manutenzione e alla riqualificazione di questo spazio storico». Un anniversario che, oltre alla memoria, guarda dunque al futuro della Lazio e al suo legame con Roma.
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