Roma, 7 marzo 2026
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«Hotel Dalida» e «Kamikaze»: a marzo, doppia novità a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma debutti teatrali a marzo 2026 con «Hotel Dalida» di Roberta Lidia De Stefano e «Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta» di Giulio Santolini.

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Roberta Lidia De Stefano in “Hotel Dalida“- Foto ©Serena Serrani

Roberta Lidia De Stefano in “Hotel Dalida“- Foto ©Serena Serrani

Il Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, in via Ostuni 8, presenta la programmazione di marzo 2026 con due novità teatrali nella direzione artistica di Antonino Pirillo e Giorgio Andriani. Il cartellone propone due debutti romani che indagano linguaggi scenici diversi: da una rilettura teatrale della figura di Dalida a un’esperienza performativa che coinvolge direttamente il pubblico.

Il primo appuntamento è in calendario sabato 7 marzo alle 20:30 e domenica 8 marzo alle 17 con «Hotel Dalida», spettacolo ideato, diretto e interpretato da Roberta Lidia De Stefano, con drammaturgia di Irene Petra Zani. Il mese si chiuderà invece sabato 28 marzo alle 20:30 e domenica 29 marzo alle 17 con «Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta», scritto e interpretato da Giulio Santolini insieme a Daniele Boccardi.

«Hotel Dalida», la figura dell’artista riletta attraverso una lente queer

In scena il 7 e 8 marzo, «Hotel Dalida» propone una rilettura della celebre artista attraverso una prospettiva queer e simbolica. La vicenda ruota attorno a una reporter di guerra prigioniera in una stanza d’albergo al Cairo, isolata dal mondo esterno e senza informazioni su ciò che accade fuori. L’unica presenza che percepisce è una voce: quella di Dalida.

Quella voce, inizialmente disturbante e quasi persecutoria, diventa progressivamente un punto di contatto tra due esistenze apparentemente lontane. La reporter e Dalida condividono infatti elementi biografici e simbolici: entrambe hanno problemi di vista e entrambe hanno lasciato la propria terra inseguendo una vocazione totalizzante.

Nel corso dello spettacolo le due figure finiscono per fondersi in un unico personaggio, una sorta di Tiresia contemporanea, capace di guardare oltre la realtà ma ancora incapace di vedere pienamente dentro sé stessa. Le parole e le canzoni di Dalida vengono decontestualizzate e utilizzate come materia drammaturgica in un contesto di guerra, dove rappresentazione e realtà finiscono per coincidere.

Domenica 8 marzo, al termine della replica, è previsto un incontro con la compagnia mediato da Ornella Rosato nell’ambito del progetto «Staffetta critica».

«Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta», il pubblico diventa giudice

La programmazione di marzo si conclude con «Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta», spettacolo di Giulio Santolini che mette al centro il rapporto tra performer e spettatori. Il dispositivo scenico trasforma il pubblico in giudice attivo della performance.

Lo spettacolo si struttura in una serie di round: dopo ogni breve esibizione, gli spettatori votano e decidono se assegnare un premio o infliggere una punizione all’attore. Il meccanismo crea un’esperienza teatrale interattiva che riflette sui concetti di successo, fallimento e gusto.

Alla base dello spettacolo c’è una riflessione sul rapporto tra platea e performer. Come ricordato da Antonio Gramsci in un articolo sull’«Avanti» del 14 novembre 1920: «Auguro a questa tragedia un pubblico migliore, più rozzo, più immediatamente sincero, più vicino a godere e soffrire, un pubblico popolare».

In questo contesto «Kamikaze – spero vada meglio dell’ultima volta» diventa una sorta di gioco teatrale che mette in discussione i confini tra cultura e intrattenimento e invita il pubblico a interrogarsi sul significato di fallimento, successo e giudizio.

Domenica 29 marzo, al termine dello spettacolo, è previsto un incontro con la compagnia mediato da Andrea Pocosgnich, sempre nell’ambito del progetto «Staffetta critica».

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