Roma, 24 febbraio 2026

Giorno della Memoria, Sami Modiano incontra gli studenti a Roma: dal Teatro Vascello un appello a non dimenticare la Shoah

Oltre 300 ragazzi in sala e circa 400mila collegati da tutta Italia per ascoltare una delle ultime voci dei sopravvissuti alla Shoah

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 29 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Giorno della Memoria, Sami Modiano incontra gli studenti a Roma: dal Teatro Vascello un appello a non dimenticare la Shoah

Un incontro per le nuove generazioni. In occasione della Giornata della memoria, la Fondazione Museo della Shoah e il XII municipio hanno promosso nella mattinata di lunedì 26 gennaio, al Teatro Vascello di Roma, nel quartiere Monteverde, un incontro dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. All’iniziativa hanno partecipato oltre 300 studenti presenti in sala e circa 400mila collegati in diretta streaming da tutta Italia.

Monteverde e il legame con Piero Terracina

La scelta del Teatro Vascello non è stata casuale: nel quartiere Monteverde si trovano infatti le pietre d’inciampo dedicate a Piero Terracina, amico fraterno di Sami Modiano. La figura di Terracina ha attraversato l’intera mattinata come riferimento centrale del racconto e della riflessione proposta agli studenti.

La testimonianza di Sami Modiano

L’incontro, svoltosi dalle 10 alle 12, è stato guidato dalla Fondazione Museo della Shoah attraverso un dialogo diretto con Sami Modiano, sviluppato a partire dalle domande degli studenti, presenti in sala e collegati da remoto. Il confronto si è ispirato al libro Così siamo diventati fratelli. L’amicizia che salvò Sami e Piero, scritto con Marco Caviglia ed edito da Mondadori.

Dall’infanzia a Rodi ad Auschwitz

Nel corso dell’incontro, Modiano ha ripercorso le tappe fondamentali della propria vita: l’infanzia serena sull’isola di Rodi, l’espulsione dalla scuola elementare a soli 8 anni a seguito delle leggi razziali del 1938, il viaggio verso i campi di sterminio e l’arrivo ad Auschwitz-Birkenau nel 1944. Deportato insieme a Piero Terracina dopo aver perso tutta la famiglia, Modiano ha raccontato le barbarie vissute nei lager e l’incontro con l’amico che gli sarebbe rimasto accanto per tutta la vita.

«Io sono ancora lì»

«Mi dicono che sono uscito vivo da Birkenau, ma io sono ancora lì, non ne uscirò mai», ha detto più volte Modiano, visibilmente commosso. «Non posso raccontarvi tutto quello che hanno visto i miei occhi, ma non voglio che né voi né i vostri figli vedano mai ciò che ho visto io». Tra i passaggi più toccanti, il ricordo dell’espulsione da scuola: «È una scena che non si cancella, te la porti dietro per sempre».

Un’amicizia nata nel luogo dello sterminio

La storia raccontata è quella di due ragazzi, Sami Modiano, ebreo rodiota di 14 anni, e Piero Terracina, ebreo romano di 16, travolti dalla persecuzione razziale. In un luogo segnato dalla disumanità assoluta nacque tra loro un legame di amicizia che, sopravvissuto alla Shoah, si è trasformato negli anni in un impegno comune di testimonianza e responsabilità verso le nuove generazioni.

La partecipazione degli studenti

L’iniziativa ha registrato una partecipazione attiva e attenta degli studenti, confermando l’interesse delle nuove generazioni per un confronto diretto con la memoria storica e con le testimonianze di chi ha attraversato uno dei capitoli più drammatici del Novecento.

I saluti istituzionali

Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali del sindaco Roberto Gualtieri, del presidente del XII municipio Elio Tomassetti e del presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia. All’evento hanno preso parte anche rappresentanti dell’Associazione Figli della Shoah.

Gualtieri: «La memoria è un anticorpo contro la barbarie»

Nel suo intervento, il sindaco Gualtieri ha sottolineato come la memoria non sia solo conoscenza storica, ma uno strumento fondamentale per contrastare razzismo, antisemitismo e odio. «Il male è uscito da persone apparentemente normali e quindi il pericolo che possa tornare non finisce mai», ha affermato, ricordando la complicità attiva del fascismo italiano nello sterminio degli ebrei. «La memoria è un anticorpo contro le barbarie che l’umanità ha saputo produrre e che non devono mai più ripetersi».

Diventare testimoni dei testimoni

Il presidente del XII municipio Elio Tomassetti ha ribadito il valore dell’incontro come impegno collettivo: «Oggi non siamo qui solo per ricordare, ma per assumerci una responsabilità per il futuro: diventare testimoni dei testimoni e portatori di un messaggio di pace, speranza e integrazione».

Un impegno che continua

A 95 anni, Sami Modiano continua a dedicare la propria vita alla trasmissione della memoria della Shoah. «Io non sono diverso – ha detto agli studenti – sono un essere umano come tutti gli altri. Vi chiedo di fare in modo di non dimenticare mai».

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